Le banche mandano in rosso Piazza Affari, per Equita l'utile 2010 di Intesa inferiore al 2009

Inviato da Alberto Bolis il Mar, 25/01/2011 - 14:28
Quotazione: UNICREDIT GROUP
Quotazione: INTESA SAN PAOLO
Quotazione: BANCO POPOLARE

Il comparto bancario trascina al ribasso Piazza Affari, dove il Ftse Mib lascia sul parterre l'1,05% a 21.932 euro. Dopo una serie di rialzi sostenuti è arrivato il giorno delle vendite: Monte dei Paschi cede il 4,33% a 0,916 euro, Intesa Sanpaolo il 3,62% a 2,33 euro, Popolare di Milano il 2,92% a 3,07 euro, Banco Popolare il 2,54% a 2,58 euro, Unicredit il 2,50% a 1,83 euro, Ubi Banca il 2,14% a 7,32 euro. A pesare sul settore la circolare della Banca d'Italia che ha chiarito che le azioni con il dividendo legato al nominale (risparmio e privilegio) non possono essere incluse nel core capital. "C'è la possibilità di cambiare lo statuto - scrivono gli analisti di Equita nella nota odierna -, ma nel caso di Intesa SanPaolo la cosa non è semplice perché si deve passare per l'assemblea speciale degli azionisti di risparmio".

Il Monte dei Paschi, invece, ha le azioni privilegiate attribuite alla Fondazione per rispettare l'obbligo di scendere sotto il 50% del capitale ordinario imposto dalla legge. Gli impatti sul Core Tier 1, secondo il calcolo della sim milanese, sono di -15 punti base per Intesa SanPaolo, -69 punti base per il Monte, -6 punti base sulla Banca Popolare dell'Emilia Romagna. Adesso quindi gli istituti italiani dovranno trovare le giuste contromosse per limitare l'impatto negativo sui loro coefficienti patrimoniali. "Nel caso do Intesa - spiega Equita - riteniamo probabile la conversione 1:1, mentre per Mps la modifica dello statuto".

Sempre in una nota uscita oggi, Equita ha aggiornato le stime sul 2010 di Intesa SanPaolo effettuando due variazioni negative ma non ricorrenti. "Abbiamo spostato la plusvalenza sulle cessioni al Credit Agricole dal quarto trimestre 2010 al primo trimestre 2011, perché la firma è avvenuta a gennaio - dice il broker -. Inoltre, abbiamo azzerato il risultato del trading del quarto trimestre (prima avevamo 300 milioni di euro) per incorporare la pesante correzione dei mercati obbligazionari". Per questi motivi, gli esperti prevedono ora che Intesa riporti un utile netto 2010 a 2,5 miliardi di euro, escludendo quindi che la banca "possa confermare la previsione di chiudere con un utile superiore a quello del 2009 (2,8 miliardi).

Per il 2011, invece, la sim milanese ha confermato la previsione di crescita degli impieghi (+4%), limando però dell'1% in Nii "per riflettere la pressione sullo spread materializzatasi nel quarto trimestre 2010 e nel primo trimestre 2011 a causa dell'aumento del premio per il rischio sui debiti sovrani". Equita ha poi mantenuto la stima di dividendo a 8 centesimi per le azioni ordinarie. Il broker, infine, ha ribadito la raccomandazione d'acquisto su Intesa SanPaolo (buy, target price a 3,2 da 3,5 euro), sottolineando che "rimane la nostra preferita tra le blue chips bancarie".

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