Le banche irlandesi dicono addio ai sogni di espansione, lo Stato pronto alla nazionalizzazione -2-

Inviato da Redazione il Gio, 25/11/2010 - 11:43
Un altro sintomo della degenerazione del sistema bancario è rappresentato dalla fuga dai conti correnti. Dal'inizio dell'anno i depositi dei clienti presso le filiali Allied Irish Banks hanno mostrato una diminuzione di 13 miliardi di euro. Una notizia emersa con l'annuncio che il previsto aumento di capitale della banca sarà ampliato da 5,4 a 6,6 miliardi di euro. Un passo quasi obbligato per la banca irlandese, dopo la decisione di abbandonare il progetto di vendita della britannica Aib Group e che rende ancora più drammatica la situazione in cui versa il settore finanziario del Paese.

La nazionalizzazione degli istituti dovrebbe quindi accelerare il processo di pulizia degli asset e di cessione delle attività estere. Allied Irish Bank, infatti, ha già venduto al Banco Santader il 70% della polacca Zachodni per 2,94 miliardi di euro e ha già in cantiere alcune dismissioni in Bulgaria e nei paesi Baltici. Nel bel mezzo di questa tempesta finanziaria, ieri il Governo di Dublino ha varato un pesante piano di austerity: 10 miliardi di tagli al welfare state e 5 miliardi aumento delle tasse nell'arco di quattro anni; aumento dell'Iva al 22% nel 2013 e al 23% nel 2014, mentre la discussa corporate tax è stata confermata al 12,5%. Oggi il Governo guidato dal premier Brian Cowen sarà atteso da un importante test, ovvero l'elezione per il rinnovo di uno dei seggi vacanti in Parlamento.
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