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Le banche irlandesi dicono addio ai sogni di espansione, lo Stato pronto alla nazionalizzazione -1-

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Addio a progetti di espansione e sogni di gloria. Le banche irlandesi, l’ex simbolo della forza della Tigre Celtica, sono sull’orlo del collasso e il governo di Dublino sta studiando un’ulteriore iniezione di capitali all’interno degli istituti di credito. Le autorità irlandesi hanno già concesso 22,3 miliardi di euro a Anglo Irish Bank, 3,5 miliardi a Bank of Ireland e altri 3,5 miliardi a Allied Irish Bank. Ma le tre maggiori banche del Paese, secondo quanto riporta questa mattina il Financial Times, potrebbero ricevere un’immediata iniezione di liquidità per circa 12 miliardi di euro. Una voce alimentata ieri da una fonte governativa che aveva parlato chiaramente di “una nazionalizzazione della Bank of Ireland”.

Gli analisti di Credit Suisse hanno stimato che Allied Irish Bank e Bank of Ireland necessitano rispettivamente di 3 miliardi e 1,5 miliardi di euro. L’iniezione di capitale farà aumentare la quota del governo di Dublino in Bank of Ireland dal 36% ad oltre l’80%, nazionalizzando di fatto l’istituto di credito, mentre Allied Irish dovrebbe diventare completamente di proprietà statale. Una situazione turbolenta che si è riversata sull’andamento in Borsa dei titoli degli istituti, che ieri hanno lasciato sul parterre oltre 10 punti percentuali. Come se non bastasse Moody’s ha messo sotto la lente per un possibile declassamento il rating dei depositi a breve e del debito di Bank of Ireland, di Ebs Building Society, Irish Life & Permanent e Allied Irish Banks.