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Le attese di tagli Fed ridanno fiato all’Asia e a Wall Street

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I primi segnali si erano colti ieri a Wall Street e si sono visti anche nella notte in Asia. Le sempre più forti aspettative di un taglio dei tassi d’interesse americani (nella riunione in programma per la serata di domani) hanno fatto il loro effetto sulle Borse.


 

Il Dow Jones ha chiuso in rialzo dell’1,4%, lo S&P500 dell’1,7% e il Nasdaq dell’1 per cento. A Tokyo il Nikkei ha chiuso in rialzo del 2,99%, mentre non altrettanto bene stanno facendo altre Piazze della regione. A Hong Kong l’Hang Seng guadagna l’1,53% dopo aver perso più di 4 punti percentuali solo ieri, lo Shanghai Composite, che ieri ha ceduto oltre il 7%, segna un progresso limitato allo 0,87%. Addirittura in negativo (-0,77%) il Sensex indiano, dopo che la banca centrale del Paese ha deciso di lasciare immutati il tasso chiave al 7,75 per cento.


 


Paradossalmente sono state le nuove evidenze delle pessime condizioni dell’economia americana a trascinare gli indici Usa verso l’alto. Le attese per un taglio si sono infatti rafforzate dopo la diffusione ieri di dati immobiliari decisamente peggiori delle attese. Le vendite di nuove case sono scese del 4,7% in dicembre, portando il saldo dell’intero 2007 a -26,4%. Ancora più importante i prezzi sono scesi in dicembre del 10%. Si tratta di una caduta che non si vedeva da 37 anni. Naturale che ora il consenso dia per scontata una riduzione dei saggi d’interesse, e che per molti analisti questo possa arrivare anche al mezzo punto percentuale.


 


Ieri intanto negli Stati Uniti il presidente George W. Bush ieri sera ha tenuto il suo ultimo Discorso sullo stato dell’Unione. Dalla conferenza non sono venuti nuovi particolari circa il piano di sostegno all’economia da 145 miliardi di dollari. Bush si è limitato ad osservare che nel breve termine sarà possibile assistere a un rallentamento economico, che non avrà tuttavia effetti nel più lungo periodo.