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Lavoro nero quasi il 18% dell’economia, più diffuso in alberghiero e ristorazione

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Il lavoro nero non conosce crisi in Italia. Già nel 2005 il lavoro sommerso ricopriva un peso tra il 16,1 e il 17,8% dell’economia del Paese, secondo i dati Istat, diffusi in un recente studio. Tra i settori più colpiti si mette in evidenza quello alberghiero e della ristorazione con una quota che arriva fino al 56,8%. Ma il lavoro nero non esclude nemmeno i settori dell’istruzione, della sanità, dei trasporti e del commercio, con quote che arrivano a superare il 30%. Situazione migliore invece nel settore industriale di elettricità, gas e acqua dove la quota si assesta intorno all’1,8%. Tuttavia il primato lo vince la pubblica amministrazione con un 0% di lavoro sommerso. I dati sono stati forniti agli esperti che lavorano nella commissione per la riforma fiscale e che si occupano di “economia non osservata e flussi finanziari”. A dicembre il tasso di disoccupazione si è attestato all’8,6%. Tra i senza lavoro, spiccano i giovani con un tasso di disoccupazione pari al 29 per cento, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 2,4 punti percentuali rispetto a dicembre 2009.