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Lavoro: inattivi elemento di instabilità, prossimi mesi possibile boom assunzioni per corsa a decontribuzioni

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Nuovo calo, a sorpresa, del tasso di disoccupazione italiano, attestatosi a settembre all’11,8% dall’11,9% precedente. I riscontri arrivati oggi dall’Istat evidenziano però uno stop della striscia di tre mesi consecutivi di aumenti del numero degli occupati (-36 mila a settembre). 
“Il dato conferma che il mercato del lavoro sta migliorando sia pur lentamente – rimarca Paolo Mameli, senior economist della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo – . Ciò è coerente con i segnali giunti dalle indagini sia dei consumatori che delle imprese” e i progressi in corso sul fronte occupazionale consentiranno un rafforzamento della ripresa già in atto dei consumi delle famiglie. 
“In prospettiva – prosegue Mameli – continuiamo a pensare che la discesa della disoccupazione sarà lenta e irregolare, anche perché condizionata dall’ampia volatilità del tasso di inattività (non inusuale in prossimità dei punti di svolta del mercato del lavoro)”. A settembre il calo della disoccupazione è stato ad esempio favorito dall’aumento di 53mila unità degli inattivi. 
Come sottolineato oggi dal presidente del consiglio, Matteo Renzi, gli occupati sono cresciuti di 192mila unità negli ultimi 12 mesi portando a +378mila il saldo rispetto a febbraio 2014. 
Possibile spinta a occupati prima di taglio bonus decontribuzioni 
Un possibile traino all’aumento degli occupati nei prossimi tre mesi potrebbe arrivare dalla corsa da parte delle imprese alle decontribuzioni piene prima del taglio previsto da inizio 2016. Secondo Mameli la discesa della disoccupazione potrebbe difatti essere anche aiutata da un possibile “anticipo” delle assunzioni da parte delle imprese all’approssimarsi del termine per godere interamente del taglio contributivo sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato. 
La Legge di Stabilità predispone che da inizio 2016 la decontribuzione per nuovi assunti a tempo indeterminato continuerà ma in versione ridotta. Per i contratti che saranno stipulati dal 1° gennaio 2016 il beneficio fiscale varrà solo per due anni rispetto ai tre attuali e soprattutto le imprese potranno beneficiare di uno sgravio contributivo massimo di 3.250 euro per ogni assunto, più che dimezzato rispetto agli attuali 8.060 euro.