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Lavoro: in Italia precarietà alle stelle, il 70% dei contratti è a tempo determinato

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Nel confronto con gli altri Paesi europei, il mercato del lavoro in Italia ne esce davvero male, non solo per l’elevata disoccupazione (sopra la media europea), ma anche per una scarsa qualità. L’allarme è stato lanciato oggi dall’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. Secondo il suo rapporto, il lavoro in Italia è caratterizzato da un basso livello di sicurezza, a causa dell’elevato rischio di disoccupazione e di un sistema di protezione sociale con bassa copertura e contributi economici poco generosi, rispetto alla media Ocse. Anche la qualità dell’ambiente di lavoro è modesta: un alto numero di persone ritiene di lavorare in condizioni difficili e stressanti, caratterizzate da un elevato livello di pressione e dalla necessità di svolgere mansioni complesse con risorse limitate. Altro aspetto sfavorevole riguarda i contratti. Anche a seguito della “riforma Fornero” del 2012, il mercato del lavoro italiano continua a dipendere troppo dai contratti atipici. Le imprese tendono ancora ad assumere lavoratori giovani e inesperti solo attraverso contratti a tempo determinato. La quota di nuovi assunti con tale contratto è pari al 70%, una delle più elevate tra i paesi Ocse.