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Lavoro: Governo metterà fiducia su decreto Poletti, per Padoan riforma creerà più occupazione

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Clima teso intorno al decreto Lavoro che arriva oggi alla Camera dopo le modifiche apportate in Commissione al testo originale. Il governo, come confermato dal ministro Giuliano Poletti, ha deciso che presenterà in aula il dl sul quale verrà chiesto il voto di fiducia. I tempi stringono e la maggioranza non ha ancora trovato la quadra: nel vertice andato in scena questa mattina non si sono sanate le divergenze tra il Partito Democratico e il Nuovo Centro Destra (che comunque voterà la fiducia alla Camera). Entro il 19 maggio è fissata la conversione del testo che tra l’altro deve ancora passare al Senato, dove a detta si Poletti si continuerà a discutere.
 

La modifica più sostanziale al decreto Lavoro, uno dei due punti cardini del Jobs Act di Matteo Renzi, è stata sulle proroghe dei contratti a termine, scese da otto a cinque sempre nell’arco di 36 mesi. Un’altra modifica al testo originario partorita in Commissione è quella che riguarda l’obbligo per le aziende con oltre 30 dipendenti ad assumere il 20% degli apprendisti.
 
La riforma del Lavoro, che prende il nome dal ministro Poletti, è stata difesa questa mattina da Pier Carlo Padoan nel corso di un intervento a Radio Anch’Io. Secondo il ministro dell’Economia il decreto Lavoro porterà maggiore occupazione, aggiungendo che la riforma Fornero non è che non vada bene, ma nel frattempo sono peggiorate le condizioni recessive dell’economia.

Sempre nel suo intervento a Radio Anch’Io, il ministro Padoan ha voluto ribadire che la situazione finanziaria dell’Italia è solida. Secondo Padoan tra gli obiettivi del governo Renzi figura il completamento del consolidamento fiscale, che in Italia è in una fase più avanzata rispetto ad altri Paesi. Infine, sul taglio dell’Irpef che porterà 80 euro al mese in più in busta paga a chi prende meno di 26 mila euro lordi l’anno, Padoan ha bollato le critiche come “campagna elettorale”.