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Lavoro: i giovani preferiscono alti salari al posto fisso

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Posto fisso? No grazie. Meglio fare carriera e portare a casa stipendi più consistenti a scapito della stabilità lavorativa. E’ quanto emerge da un’indagine condotta dall’Istituto di Ricerca GPF per AXA MPS. Il tema aperto dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e che ha scaldato per diversi giorni il dibattito sul parterre della politica e quello economico, non sembra interessare più di tanto i giovani. Il posto fisso non è quindi in cima alle priorità dei giovani. La sicurezza è un requisito fondamentale del lavoro solo per il 19,6% degli intervistati che hanno un’età compresa tra i 18 e i 34 anni. Giovani che guardano con maggiore attenzione a fattori quali il salario (24,4%), la possibilità di carriera, la libertà nell’organizzare il lavoro e il minor tempo di impiego. Il mito del posto fisso attrae maggiormente i meno giovani con la fascia d’età tra i 35 e i 54 anni che opta per la sicurezza (quota del 23,5%). Percentuale che sale ancora (24,3%) per la fascia d’età superiore (55-74 anni).
Il quadro che emerge dall’indagine GPF si evince comunque come i giovani siano abbastanza insoddisfatti della loro situazione attuale, anche perchè sono quelli che maggiormente risentono delle conseguenze della crisi economica. Solo il 49,3% dei giovani si ritiene molto o abbastanza soddisfatto del proprio lavoro, mentre per le due fasce di età successive le percentuali raggiungono o superano ampiamente il 60%.
I giovani non sono soddisfatti in misura adeguata neanche del loro tempo libero (67,7%, dato di poco superiore al 64,6% degli adulti e inferiore al 70,2% dei maturi), del luogo in cui vivono e della casa (le altre fasce di età mostrano tutte percentuali più alte di soddisfazione). Anzi, la casa è proprio una spina nel fianco: il 45,9% teme di non riuscire a pagare l’affitto e il mutuo (paura condivisa però con la generazione successiva, quella tra i 35 e i 54 anni).
Il progressivo affievolimento del sistema previdenziale tradizionale porta infine i giovani (52,3% del totale) ad avvertire più degli adulti (49,8%) e molto di più dei maturi (38,4%) il bisogno di affidarsi a una pensione integrativa.