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Lavoro: formazione come strumento di crescita professionale

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I dipendenti hanno sempre maggiore consapevolezza dell’importanza della formazione professionale. E Kelly Services ha dedicato proprio l’ultimo Kelly Global Workforce Index al tema della formazione dei lavoratori. Il datore di lavoro spesso teme che gli investimenti effettuati per la formazione dei dipendenti vadano persi nel momento in cui la risorsa decida di cambiare azienda: la buona notizia che emerge dai risultati dell’indagine è che la maggior parte dei lavoratori in cerca di formazione è spinta dal desiderio di restare a lavorare nell’azienda attuale.
Il sondaggio mostra, infatti, che i datori di lavoro che investono in formazione del personale, non solo traggono notevoli benefici in termini di produttività, ma motivano anche i propri dipendenti a rimanere in azienda.
Nel dettaglio, il 68% dei lavoratori delle Americhe ha dichiarato che intraprenderebbe un percorso formativo di alto livello per ottenere una promozione nell’attuale azienda; raggiungendo nell’area Emea il 48%. A livello globale, l’approccio alla formazione è notevolmente differente da regione e regione: nelle economie in via di sviluppo, come Thailandia, Messico, Brasile, Indonesia, Portorico e Malesia, si registra una maggiore propensione alla pianificazione di attività formative, mentre questa necessità è meno sentita nelle nazioni più ricche.
Quanto all’Italia il 52% degli intervistati ritiene che sia necessario affinare le proprie competenze per cambiare azienda migliorando la propria posizione, il 50% per cambiare settore e solo il 44% per avanzare all’interno dell’attuale azienda. Dalla ricerca emerge inoltre che per il 77% dei lavoratori italiani, l’esperienza sul campo è il metodo più efficace per sviluppare le proprie skills, seguito da formazione continua (64%) e seminari/webinar (27%).