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Lavoro: disoccupazione giovanile al 38,4% a marzo. Allarme Confesercenti: tra autonomi persi 416mila occupati dal 2008

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Disoccupazione ferma all’11,5% in Italia a marzo, con quella giovanile che continua a salire. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat il tasso di disoccupazione si è attestato all’11,5%, invariato rispetto a febbraio e in aumento di 1,1 punti percentuali nei dodici mesi. Il numero di disoccupati, pari a 2 milioni 950 mila, è calato dello 0,5% rispetto a febbraio (-14 mila). La contrazione interessa sia la componente maschile sia, in misura più lieve, quella femminile. Su base annua la disoccupazione cresce dell’11,2%.
A marzo 2013 gli occupati sono 22 milioni 674 mila, in diminuzione dello 0,2% rispetto a febbraio (-51 mila). Il calo riguarda la sola componente femminile. Su base annua l’occupazione diminuisce dell’1,1% (-248 mila).
Disoccupazione giovanile al 38,4%
A preoccupare maggiormente è l’elevata disoccupazione tra i giovani. Dai dati diffusi stamattina dall’istituto di statistica nazionale il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a marzo si è attestato al 38,4%, in aumento di 0,6 punti percentuali rispetto a febbraio e di 3,2 punti su base annua. Si tratta di dati provvisori. Il numero di individui inattivi tra i 15 e i 64 anni è aumentato dello 0,5% rispetto al mese precedente (+69 mila unità), mentre il tasso di inattività è al 36,3%, in aumento di 0,2 punti percentuali in termini congiunturali e in diminuzione di 0,2 punti su base annua.
Eurozona: tasso al 12,1% a marzo
Intanto oggi sono stati diffusi anche i dati sulla disoccupazione nella zona euro e in Germania. Stando quanto comunicato dall’Eurostat il tasso di disoccupazione nell’Eurozona si è attestato al 12,1% a marzo, in lieve rialzo rispetto al 12% della rilevazione precedente e in linea con le attese. Tutto fermo in Germania con il tasso stabile ad aprile al 6,9%.
Crisi, Confesercenti: “E’ il lavoro autonomo a pagare il prezzo più alto”
Tra recessione e austerity, i lavoratori autonomi sono la fascia che, proporzionalmente, ha pagato il conto più salato di questi cinque anni di crisi, perdendo sul campo 416mila posti di lavoro e bruciando 68 miliardi di reddito disponibile. Un dato, quest’ultimo, che fa virare in negativo l’intero reddito primario nazionale (-30,9 miliardi)”. E’ quanto emerge da un’analisi condotta da Confesercenti che, in occasione del Primo Maggio, momento della riflessione sul tema del lavoro, lancia l’allarme per gli autonomi, composti in larga parte da piccoli e micro imprenditori e schiacciati tra fisco e recessione, chiedendo l’intervento dell’esecutivo.
“Dalle autorevoli dichiarazioni rilasciate da più di un ministro – scrive la Confederazione – il nuovo Governo dimostra di riconoscere l’esigenza di ridurre la pressione fiscale attraverso un piano di tagli della spesa pubblica inefficiente e improduttiva, come Confesercenti suggerisce da anni. L’augurio è che i tagli siano portati avanti in modo rapido e coraggioso: secondo le nostre stime, si possono liberare 70 miliardi di euro”.