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Lavazza chiude 2016 con ricavi vicini ai 2 mld, maggiore integrazione con la francese Carte Noire

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Lavazza ha chiuso il 2016 con numeri record. Il gruppo torinese del caffé ha riportato ricavi pari a 1,9 miliardi di euro, in crescita del 29% rispetto all’anno precedente. Questo incremento, ha spiegato Lavazza, è legato per il 4% a una crescita organica, nettamente superiore a quella media del mercato che si è attestata sul 2%. Ma non solo. Una forte accelerazione è inoltre arrivata dalle acquisizioni che, oltre alla francese Carte Noire, ha visto negli ultimi due anni l’ingresso di Merrild in Danimarca e di Lavazza Australia. “Il 2016 è stato un anno straordinario per Lavazza”, ha commentato Antonio Baravalle, amministratore delegato di Lavazza, anticipando l’intenzione di proseguire il rafforzamento della sua presenza all’estero con l’obiettivo di raggiungere i 2,2 miliardi di fatturato nel 2020.
L’utile del 2016, pari a 82,2 milioni, non è comparabile con il risultato 2015 che ha usufruito di una plusvalenza di 822,8 milioni generata dalla cessione della partecipazione in Keurig Green Mountain. Il risultato operativo (Ebit) è salito del 34% a 61,7 milioni. A livello geografico, Lavazza mantiene la sua posizione di leader sul mercato italiano, nonostante i consumi di caffè abbiano fatto registrare un decremento per il terzo anno consecutivo, mentre è cresciuto a ritmo sostenuto il valore dei mercati esteri per il gruppo, arrivato al 60,3% del fatturato (dal 52,8% dell’esercizio 2015) grazie, in particolare, al contributo della Francia.