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Laureati senza lavoro: il 66,9% tra i 25 e i 34 anni è occupato – Censis

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Laurea non è sinonimo di lavoro. “I nostri laureati lavorano meno di chi ha un diploma, meno dei laureati degli altri Paesi europei e con il passare del tempo questa situazione è pure peggiorata”. È quanto sostiene il direttore generale del Censis, Giuseppe Roma, nel corso dell’audizione tenutasi presso la Commissione Lavoro della Camera dei Deputati. Nel dettaglio, è emerso che in Italia lavora il 66,9% dei laureati tra i 25 e i 34 anni, contro una media europea dell’84 per cento. Al contrario di quello che accade negli altri Paesi europei, il tasso di occupazione tra i laureati italiani di 25-34 anni è più basso di quello dei diplomati della stessa fascia di età (69,5%). Non solo. Il tasso di occupazione dei laureati si è ulteriormente ridotto nel tempo, scendendo dal 71,3% del 2007 al 66,9% del 2010. Altro fattore da prendere in considerazione è il livello d’istruzione dei giovani italiani che risulta ancora basso: nella fascia d’età 24-34 anni, quando il ciclo educativo dovrebbe essere compiuto, il 29% ha concluso solo la scuola secondaria inferiore. I laureati registrano i valori più bassi rispetti al resto d’Europa: il 20,7% a fronte di una media europea del 33%. Benché siano di meno, hanno però minori opportunità di lavoro rispetto ai laureati europei. Dati i tempi prolungati dei diversi cicli formativi, l’ingresso nella vita lavorativa per i giovani italiani è ritardata rispetto agli altri Paesi europei. Fra i più giovani, il 60,4% risulta ancora “in formazione”, rispetto al 53,5% della media Ue. La vera anomalia italiana è rappresentata dai giovani che non mostrano interesse né per lo studio né verso il lavoro: in Italia sono l’11,2% rispetto al 3,4% della media europea. E in riferimento al lavoro precario? I giovani occupati a tempo determinato in Italia sono il 40,1% nella classe di età tra i 15 e i 24 anni e l’11,5% tra i 25-39, meno che negli altri Paesi europei. In questo quadro, Giuseppe Roma ha avanzato tre proposte per migliorare il problema lavoro per le nuove generazioni: “Anticipare i tempi della formazione e metterla a frutto con opportunità di lavoro. Iniziativa imprenditoriale, professionale e autonoma attraverso un completo detassamento per un triennio per le imprese costituite da almeno un anno da parte di giovani con meno di 29 anni. Infine accompagnare il ricambio generazionale in azienda”.