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L’annuncio di Trump arriva: sarà Jerome Powell a guidare la Fed. Pericolo ‘falco’ sventato

Trump ha dato dunque il benservito a Janet Yellen, sebbene le parole con cui ha decretato l’intenzione di non confermarla alla guida della Fed sono state più miti rispetto al …

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E’ fatta: dopo settimane di indiscrezioni, Jerome Powell è diventato ufficialmente il prossimo timoniere della Fed. L’annuncio è arrivato ieri, e a farlo è stato il presidente americano Donald Trump, nel corso di una cerimonia al Giardino delle Rose della Casa Bianca.

“Oggi è un’importante pietra miliare nel percorso volto a ripristinare l’opportunità economica a favore del popolo americano”. Trump, con Jerome Powell al suo fianco, ha detto che la Fed necessita di una “leadership forte, solida e continua”, e ha aggiunto che Powell “assicurerà esattamente quel tipo di leadership”.

Trump ha dato dunque il benservito a Janet Yellen, sebbene le parole con cui ha decretato l’intenzione di non confermarla alla guida della Fed sono state più miti rispetto al passato, quando aveva detto che l’attuale presidente dell’istituto avrebbe dovuto “vergognarsi” per il modo in cui aveva gestito la Fed.

Ieri Yellen è stata definita, invece, “una donna meravigliosa, che ha fatto un lavoro incredibile”. Il presidente ha aggiunto: “Lavoriamo da 10 mesi insieme, è una persona assolutamente spettacolare. Janet, grazie davvero”.

La notizia della nomina di Powell è stata accolta positivamente dall’azionario, con il Dow Jones che è salito di 60 punti circa nella mezzora successiva all’annuncio di Trump. I rendimenti sui Treasuries a 10 anni sono scesi, con la nomina di Powell che ha smorzato i timori sull’arrivo di un falco alla Federal Reserve.

Intervistato dalla Cnbc, Richard Clarida, consulente strategico globale per Pimco, ha commentato che il nuovo numero uno della Fed “probabilmente assicurerà continuità nella politica monetaria Usa, adottando il percorso di Yellen caratterizzato da una graduale normalizzazione dei tassi e riducendo il bilancio della Fed. Dovrebbe essere anche più propenso a rispondere agli appelli di chi chiede di effettuare aggiustamenti prudenti di regolamentazione finanziaria, soprattutto per le banche più piccole”.

Dal canto suo Powell, il cui mandato non scadrà prima del 2028, nel suo discorso successivo alla nomina, ha detto che, “se confermato dal Senato, farò tutto quanto mi sarà possibile per raggiungere gli obiettivi che sono stati prefissati dal Congresso di prezzi stabili e massima occupazione”.

Non tutti sono convinti della scelta di Trump. Tra questi, si mette in evidenza Paul Ashworth, responsabile economista Usa per Capital Economics che, in una nota, ha scritto:

“Il curriculum di Powell non è all’altezza degli standard che ci aspetteremmo per un presidente della Fed. Il rischio che venga commesso un grave errore, in qualsiasi direzione, è molto più alto con la leadership di Powell che in quella di Yellen”.

Governatore della Fed dal 2012 Jerome Powell, 64 anni, ha sostenuto la politica di Yellen incentrata su un rialzo solo graduale dei tassi. Sul fronte della gestione dei rischi, il neo numero uno della Fed ha sottolineato che, “sebbene i miglioramenti successivi alla crisi, sia nella regolamentazione che nella supervisione, ci abbiano aiutati a raggiungere questi risultati, continuerò a lavorare con i miei colleghi per assicurare che la Fed rimanga vigile e pronta a rispondere ai cambiamenti sui mercati e all’evoluzione dei rischi”.