A. Laidi: il programma di easing della Fed è capace di neutralizzare gli interventi della BoJ

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“La decisione della Bank of Japan di avvicinare il costo del denaro a quota zero, in linea con l’orientamento della Federal Reserve, con la Bce all’1%, rappresenta un’opportunità che i trader sfrutteranno e che porterà ad ulteriori guadagni della moneta unica”. È quanto afferma Ashraf Laidi, Chief Market Strategist di CMC Markets.

La Bank of Japan nell’incrementare il quantitative easing di 5 mila miliardi di yen (circa 60 miliardi di dollari), ha portato il costo del denaro vicino allo zero (range 0-0,1% dal precedente 0,1%). Laidi rileva come tali misure siano sufficienti a prevenire il rafforzamento della moneta nipponica solo contro le c.d. commodity currency e la moneta unica ma non contro il dollaro, il cui programma di easing è capace di neutralizzare gli interventi della BoJ.

Come correttamente pronosticato da Laidi, l’Ism servizi di settembre sopra le attese (53,2 punti) ha favorito il cross euro/dollaro, che quota 1,3830 (+1,3%), il cable (gbp/usd a 1,5901, +0,6%), l’oro (nuovi record storici, in questo momento 1.340,30 $/oncia) ed il greggio (83,86 per il brent). Gli investitori “scontano una prolungata debolezza del dollaro in vista dell’ulteriore fase di allentamento quantitativo e tornano a privilegiare gli asset considerati più a rischio”.

Senza escludere una prossima manovra restrittiva, dall’Australia la Banca Centrale ha stupito il 75% degli analisti confermando il costo del denaro al 4,5%. Laidi ieri era scettico relativamente ad un intervento restrittivo, da un lato a causa del report sull’andamento dell’inflazione che sarà rilasciato poco prima della fine del mese, e dall’altro poiché “è difficile che con la BoJ e la Fed alle prese con ulteriori politiche di allentamento la RBA (Reserve Bank of Australia) acceleri il rafforzamento dell’aussie”. Non solo. Per Laidi con la Banca centrale cinese che potrebbe incrementare i tassi (i tassi reali dei depositi sono negativi), potremmo assistere ad un momentaneo ritracciamento dell’avversione al rischio, che vedrebbe penalizzato il dollaro australiano. Per Laidi “la parità per l’aud/usd è possibile ma non si realizzerà prima della fine dell’anno”.

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