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La May rischia clamoroso autogol. E la sterlina potrebbe scendere a 1,20 contro dollaro (GRAFICO)

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Domani l’appuntamento elettorale che attende i cittadini britannici, preceduto da una vigilia turbolenta scossa dai ripetuti attentati terroristici di Manchester e Londra e caratterizzata da ampi ribaltamenti di fronte nei sondaggi fra i due concorrenti nella corsa a Downing Street.

Da un lato il premier uscente Theresa May a capo dei conservatori, dall’altro i laburisti timonati da Jeremy Corbyn. I sondaggi che si sono accavallati nella vigilia hanno messo in luce un divario sempre più sottile fra i due schieramenti, segnalando un malcontento crescente fra la popolazione nei confronti delle politiche della May.

L’esito finale, tutt’altro che scontato, potrebbe portare ad ampi ribaltamenti di fronte soprattutto per quanto riguarda la delicata partita che si gioca con Bruxelles. Ad un anno di distanza dal celebre referendum che ha decretato la Brexit, gli investitori tornano a guardare alla Borsa di Londra, con l’indice FTSE 100 che questa volta sfida la forza di gravità a ridosso dei massimi storici, forte di una sterlina sempre più debole nei mercati valutari internazionali.

A proposito di sterlina, ecco in un grafico le view degli analisti rispetto ai quattro possibili scenari che le urne potrebbero regalare ai mercati venerdì.

Quale fra questi scenari potrebbe rappresentare la maggior minaccia per i mercati? Lo abbiamo chiesto a Carlo Alberto De Casa, capo analista di Activtrades, che da Londra ci ricorda come la premier uscente, Theresa May, al momento appare in vantaggio rispetto all’avversario laburista Jeremy Corbyn, anche se “non può più contare sul solido vantaggio di 20 punti percentuali registrato solamente due mesi fa. Verosimilmente il vantaggio che le attribuiscono i sondaggi oggi è di circa 5-6 punti”, ha commentato l’esperto.

Troppo poco per chi, come la May, mirava al controllo esclusivo del Parlamento di Westminster per poter fare la parte del leone al tavolo delle trattative con Bruxelles. “Il maggior rischio che il mercato sta prezzando al momento è che nessuna forza riesca ad ottenere una maggioranza in Parlamento”, ha aggiunto De Casa da Londra, “il che rappresenterebbe un serio ostacolo ai piani della May e dunque la scelta di invocare elezioni anticipate si rivelerebbe un clamoroso autogol”.

Nello scenario delineato da De Casa, il peggiore fra i tre proposti dal capo analista di Activtrades (gli altri due sono, rispettivamente, vittoria schiacciante della May o dell’avversario Corbyn), la sterlina rischia di essere vittima designata della volatilità.

L’ipotesi di un Parlamento bloccato infatti danneggerebbe in primis la sterlina che “potrebbe scivolare fino a 1,20 dollari venerdì, un livello visto per l’ultima volta lo scorso gennaio”, sostiene l’esperto dalle sale operative, ed in secondo luogo potrebbe portare anche ad ampi ritardi dei negoziati fra Londra e Bruxelles.