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La grande scommessa su Nestlé: il fondo attivista di Dan Loeb chiede buyback e cessione quota L’Oreal

Settore alimentare sotto i riflettori con la scommessa del fondo attivista Third Point su Nestlé. Acquistate azioni del colosso elvetico per quasi 3 miliardi di euro e richiesta una svolta …

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Scommessa da quasi 3 miliardi di euro per il fondo attivista Third Point, che fa capo a Dan Loeb, che attraverso una lettera ha fatto sapere di avere messo le mani su azioni Nestlé per un controvalore di 3,28 miliardi di franchi (più di 2,9 miliardi di euro), pari all’1,28% del capitale. L’investimento sulla maggiore colosso alimentare europeo è la più grande scommessa della carriera ventennale dell’investitore attivista Dan Loeb.

La mossa di Dan Loeb ha scaldato il titolo Nestlé che sale del 4,5% alla Borsa di Zurigo a 85,7 franchi svizzeri, sui nuovi massimi assoluti. La capitalizzazione di Nestlé è di 227,65 miliardi.

Tra gli investimenti europei di Third Point figurano soprattutto UniCredit e l’utility tedesca EON.

 

Mossa Third Point aumenta pressioni sul ceo Schneider

Nella missiva in cui si esplicita l’acquisto di circa 40 milioni di azioni Nestlé, il fondo attivista sollecita il gruppo elvetico a dare una svolta alla propria strategia con una serie di proposte. Spiccano soprattutto la richiesta di vendere la partecipazione detenuta nel colosso francese dei cosmetici L’Oreal (in generale la dismissione delle attività no-core); in secondo luogo aumentare la leva finanziaria attraverso il riacquisto di azioni ed esplicitare un target di redditività (margine operativo al 18-20% entro il 2020). “E’ raro trovare un business qualitativo come quello di Nestlé con tante strade per il miglioramento”, scrive Third Point nella lettera inviata ieri.

La mossa del fondo attivista va ad aumentare le pressioni sul ceo di Nestlé, Mark Schneider, dopo un 2016 difficile con la crescita delle vendite scesa al ritmo più lento dell’ultimo decennio. Il settore dei beni di consumo era già stato sotto i riflettori a inizio anno con l’offerta di Kraft su Unilever, respinta dal gruppo olandese.