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La grande scommessa dei fondi Usa è l’azionario europeo: ritorni migliori dal 2009 (GRAFICI)

I due principali ETF Usa che replicano l’azionario europeo hanno attratto flussi per $8,7 miliardi, recuperando la maggior parte dei soldi che avevano perso nel 2016.

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Hanno incassato i migliori ritorni in otto anni, dal 2009, ma non sono ancora sazi dell’azionario europeo. Sono gli investitori americani e, in generale, gli investitori che hanno acquistato titoli azionari europei in dollari, e che hanno già assistito a un guadagno del 17% quest’anno. Tra l’altro, i due principali ETF Usa che replicano l’azionario europeo hanno attratto flussi per $8,7 miliardi, recuperando la maggior parte dei soldi che avevano perso nel 2016.

La minaccia rappresentata dai test nucleari della Corea del Nord e le speculazioni sulle prossime mosse della Bce, che hanno messo sotto pressione soprattutto l’euro, hanno recentemente scatenato episodi di prese di profitto; tuttavia, scrive Bloomberg, le vendite sono solo una frazione rispetto ai flussi in entrata a cui i fondi azionari europei hanno assistito.

Matthew Bartolini, responsabile della divisione SPDR America Research, presso State Street, spiega che d’altronde la crescita degli utili delle aziende europee si appresta a superare quella delle aziende Usa  e fa notare anche che, “la maggior parte dei guadagni è stata legata alla valuta (l’euro), più che alle stesse azioni.  Ciò significa che la ripresa dei profitti e delle valutazioni non è ancora prezzata nei titoli“.

Per chi investe in dollari, il rialzo dell’euro ha assicurato maggiori guadagni nell’area euro che non negli Stati Uniti: un guadagno del 17%, per l’appunto, il più forte dal 2009, a fronte del +11% dello S&P 500 di quest’anno.

Ora, è vero che qualche investitore ha avuto l’idea di uscire dal mercato, come dimostra il trend delll’iShares MSCI Eurozone ETF che ha assistito a riscatti per $401 milioni ad agosto, per la prima volta in 10 mesi; e come emerge anche dai fondi che puntano sull’azionario Usa, che sono stati interessati invece da flussi in entrata per la prima volta dalla metà di luglio.

Tuttavia, in una nota recente Franklin Templeton Investments ha affermato che la ripresa economica della regione, unita ai timori politici che sono rientrati, sta portando alcuni investitori a puntare sull’azionario europeo per la prima volta dalla crisi finanziaria.

E dello stesso avviso è Thomas Clarke, gestore del fondo William Blair Macro Allocation Fund:

“Quando si ragiona in un’ottica di valutazione di lungo termine, si comprende che l’Europa ha ancora un potenziale di rialzo. Posso capire chi decide di voler portare a casa qualche profitto, ma noi non stiamo tagliando la nostra esposizione sull’azionario, in questo momento”.

A proposito di valutazioni, il grafico mostra chiaramente che il premio dell’azionario Usa rispetto all’azionario europeo si è ampliato ulteriormente dal mese di maggio, con i titoli Usa quotati sull’indice di riferimento Stoxx Europe 600 che risultano convenienti di oltre -16% rispetto ai titoli scambiati sullo S&P, in base agli utili attesi. Si tratta dello sconto più alto dal 2009.