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La BCE non delude le aspettative dei mercati

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Nell’ultima settimana i mercati azionari mondiali hanno confermano l’andamento al rialzo confermando la forza relativa evidenziata a febbraio. Nella riunione di giovedì scorso la Bce, come da attese, ha annunciato l’avvio in un nuovo round di prestiti alle banche attraverso una nuova serie di operazioni trimestrali mirate di rifinanziamento a lungo termine (TLTRO III) che sarà lanciata, a partire da settembre 2019 e terminerà nel marzo 2021. In aggiunta è arrivata la variazione della forward guidance con tassi fermi ai minimi storici fino a fine anno rispetto alla precedente indicazione che era di costo del denaro fermo fino all’estate.

 

Sullo sfondo resta un cauto ottimismo su una prossima risoluzione del conflitto commerciale tra gli USA e Cina, anche se gli investitori attendono dettagli. Entro fine mese i presidenti Donald Trump e Xi Jinping potrebbero infatti formalizzare un accordo definitivo per rimuovere le rispettive tariffe, con Pechino pronta ad attuare riforme strutturali e a rispettare una serie di impegni nei confronti della controparte su temi come la protezione dei diritti intellettuali o l’acquisto di prodotti americani.

 

In Area euro, dopo il Fondo Monetario Internazionale e la Commissione europea, è piombata la scure dell’OCSE che ha dato una sforbiciata alle previsioni sul Pil: dopo il +1,8% del 2018, il ritmo di crescita è atteso all’1% nel 2019 e all’1,2% nel 2020. La revisione più consistente dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico ha interessato l’Italia e la Germania. Per il 2019 il PIL italiano è previsto a -0,2% da +0,9% atteso a novembre, si tratterebbe del peggior dato dal 2013, quando si registrò un calo dell’1,7%. Una pesante sforbiciata è arrivata anche alla Germania ed è stata pari a ben -0,9 punti, dal +1,6% precedentemente atteso al +0,7%. Alla base delle revisioni vi sono le incertezze sul fronte commerciale e politico.

 

Il clima di cauto ottimismo sui mercati ha dato linfa al trading in certificati. Tra i più prodotti scambiati troviamo il Mini Short sul WTI Future che ha raccolto circa 964 mila euro con 73 contratti. Il prodotto, con ISIN NL0013310048, ha strike a 73,69 USD e una leva di circa 3x. La scadenza è fissata il 19 dicembre 2025.

 

Tra i prodotti a investimento, molto apprezzato il Memory Cash Collect su Intesa Sanpaolo con una raccolta di circa 704 mila euro e 56 contratti. Il certificato, con ISIN NL0013031446, ha un prezzo di emissione di 100 euro e consente di ottenere un premio di 2,3 euro con effetto memoria nelle date di valutazione trimestrali anche nel caso in cui l’azione sottostante abbia perso terreno, ma la sua quotazione sia superiore o pari al livello barriera (posta in questo caso al 60% del valore iniziale). La scadenza è fissata il 24 settembre 2020.

 

Infine, è stato molto tradato l’Athena su Intesa Sanpaolo (ISIN NL0012877112). Il prodotto, il 4 settembre 2019 e con cadenza semestrale, pagherà un premio di 24,30 euro e scadrà anticipatamente in caso di performance positiva (o nulla) del titolo Intesa Sanpaolo. Nel caso di andamento negativo, il premio corrisposto dal certificato si incrementerà di 8,10 euro ad ogni data di rilevazione successiva. La scadenza è fissata il 28 febbraio 2020.