Kuwait, il piccolo colosso petrolifero (Fondionline.it) -2

Inviato da Redazione il Mar, 09/01/2007 - 17:15
Il Kuwait ha bisogno di investire nei suoi giacimenti e svilupparne altri. I piani per elevare la produzione -meglio conosciuti come Project Kuwait e capeggiati da tre gruppi capeggiati rispettivamente da Chevron Texano, British Petroleum e Exxon Mobil- - sono stati bloccati dall'opposizione parlamentare. Il grande ostacolo alla realizzazione del Project Kuwait è la Carta Costituzionale, che proibisce la concessione a imprese straniere della proprietà delle risorse minerarie. L'attuale politica del Kuwait (in vigore dal 1975) prevede la partecipazione di imprese estere nei seguenti comparti: servizi, costruzioni e manutenzione.
Molti esperti esprimono seri dubbi sulla possibilità di incrementare la produzione. Dopo sei decenni di sfruttamento, i giacimenti cominciano a mostrare segni di indebolimento. Si stima che il Kuwait ha bisogno di aumentare la produzione di 300.000 b/d ogni anno per far fronte all'esaurimento dei vecchi pozzi. Anche se l'economia dell'Emirato è cresciuta con forza negli ultimi anni, il Kuwait si trova a dover affrontare il problema della disoccupazione. Il 65% degli abitanti ha meno di 25 anni, e il 90% dei posti di lavoro del settore privato sono occupati da stranieri che prestano opera in Kuwait. Prima dello scoppio della Guerra del Golfo questi erano soprattutto palestinesi ed egiziani. Attualmente sono soprattutto asiatici.
Dal punto di vista politico, il Kuwait è uno dei paesi più avanzati del Medio Oriente. Le donne, per esempio, hanno pieni diritti politici dal 2005, e pertanto possono votare e candidarsi al Parlamento. Insieme alla Nigeria e al Venezuela, il Kuwait è l'unico paese dell'Opec - e l'unico del Medio Oriente- in cui le donne ricoprono incarichi di prestigio presso l'Opec. A cura di www.fondionline.it.
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