Kpd: si rompe il feeling tra gli investitori e i junk bond

Inviato da Redazione il Mar, 06/12/2005 - 10:07
Nel 2005, gli investitori hanno sottoscritto circa il 25% in meno di quote di fondi high yield rispetto agli acquisti operati nei primi nove mesi del 2004

La possibilità di poter contare su cedole annue che offrono un rendimento medio vicino al 7%, non è stata sufficiente ad impedire che il total return dei bond spazzatura per il 2005 si approssimi allo zero. Il dato contrasta con il +23% e il +11% messi a segno rispettivamente negli anni 2003- 2004. Attualmente, gli investitori temono che questo particolare segmento di mercato possa soffrire a causa degli effetti negativi derivanti dalla combinazione di due fattori: il rialzo dei tassi di interesse e il peggioramento del credit risk.

I dati in possesso della Kpd Investment Advisor, una high yield research firm, dimostrano che i flussi di investimenti diretti verso i fondi comuni specializzati negli high yield bond sono in caduta libera. In ottobre, gli investitori hanno ignorato le emissioni di due importanti aziende: si tratta degli 850 milioni di Usd relativi ad un bond emesso dalla Neiman Marcus Group, e ai 550 milioni di Usd offerti dalla Roundy's supermarket. Nel 2005, gli investitori hanno sottoscritto circa il 25% in meno di quote di fondi high yield rispetto agli acquisti operati nei primi nove mesi del 2004.

Il rallentamento delle sottoscrizioni operate dagli investitori privati viene compensato dall'iper- attività degli hedge funds e dei nuovi strumenti di investimento che mettono insieme i debiti di numerosi emittenti per cercare di diversificare i propri investimenti. In questo contesto trovano spazio le operazioni cosiddette di "leverage buy out": l'acquisizione di un'azienda (o delle sue attività), con fondi derivanti prevalentemente da capitale di debito, il cui rimborso è garantito dagli attivi patrimoniali dell'impresa acquisita ed è sostenuto da cash flow da essa generati.

Obiettivo di un leverage buy out: fare leva sulla capacità di credito dell'impresa da acquisire per finanziare in parte l'acquisizione. In questo modo, l'operatore effettua l'acquisizione riducendo al minimo l'esborso di capitale di rischio e facendo ampio ricorso a finanziamenti ottenibili sulla base del valore patrimoniale delle attività della società da acquistare.

Nel caso degli leverage buy out, i prestiti sono caratterizzati da una durata limitata e dalla presenza di cedole a tasso variabile. I prestatori stanno utilizzando strutture finanziarie sempre più aggressive: il ratio tra l'ammontare del debito e gli utili realizzati dalle società è passato da 4,6 nel 2003 a 6,1 volte nel terzo trimestre del 2005.

Ricordiamo che il mercato degli high yield bond aveva già registrato preoccupanti scricchiolii nel bimestre marzo- aprile 2005, quando le principali agenzie di rating hanno tagliato il livello di affidabilità creditizia del colosso automobilistico General Motors. Attualmente, i bond emessi dal gigante statunitense sono considerati junk bond. Secondo i calcoli realizzati dagli analisti di Lehman Brothers, i GM junk bonds costituiscono il 6% del totale di bond spazzatura in circolazione sui mercati finanziari internazionali.

Il caso dei bond GM si è fortunatamente tradotto in una semplice indigestione per il mercato internazionale dei corporate bond. Ma la prossima volta gli investitori potrebbero essere meno fortunati. A cura di www.fondionline.it


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