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Kodak ricorre al Chapter 11. Verso cessione asset, intanto arriva finanziamento da Citi

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Richiesta del Chapter 11 per Eastman Kodak. Il gruppo statunitense pioniere nel campo della fotografia ha annunciato di aver chiesto l’avvio della bancarotta assistita con l’attività della società che continuerà grazie a un finanziamento da 950 milioni di dollari assicurato da Citigroup. La richiesta del Chapter 11 è stata depositata presso un tribunale di Manhattan dichiarando asset per 5,1 miliardi di dollari e un debito pari a 6,75 miliardi. Ricorso al Chapter 11 che permette alle società Usa di continuare l’attività con il blocco automatico di tutte le azioni dei creditori volte al recupero dei loro crediti. Nel caso di Kodak il maggior creditore è Bank of New York Mellon con crediti non garantiti per 668 mln. La stessa banca risulta anche il più grande creditore garantito con un credito di 776 milioni dollari, sostenuto da tutti i beni Kodak negli Stati Uniti ad eccezione di quelli esentati in un accordo del 1988.

“E’ un passo significativo per permetterci di completare la nostra trasformazione”, ha detto Antonio M. Perez, ceo di Kodak. La nota del gruppo rimarca come durante la bancarotta assistita sarà implementato in significativo piano di dismissioni di asset. Kodak ha chiuso in perdita sei degli ultimi  sette esercizi con la liquidità scesa a 862 mln di dollari alla fine del terzo trimestre 2011 dagli 1,4 miliardi di un anno prima.
Fondata da George Eastman 131 anni fa con il marchio “Kodak” coniato dallo stesso Eastman e registrato nel 1888. La Kodak è stata all’avanguardia nell’offrire nuovi prodotti e tecniche per semplificare sempre di più la fotografia. Il dissesto dei conti è emerso con decisione lo scorso autunno con la stessa società che aveva paventato l’ipotesi di un ricorso al Chapter 11 nel caso non fosse riuscita a vendere i propri  brevetti o a raccogliere nuovi capitali.