Juventus: Sanpaolo-Imi supporta Carrefour per Campi di Vinovo

Inviato da Redazione il Ven, 28/07/2006 - 20:48
In Corso Galileo Ferraris 31 a Torino, sede della Juventus, mentre si cerca di smaltire la condanna sportiva di secondo grado, che la porterà l'anno prossimo a giocare nel campionato di seie B partendo da una penalizzazione di 17, si continua a lavorare sui programmi della società. Non solo la risistemazione del parco giocatori, da sfoltire per abbattere i costi che si farebbero insostenibili l'anno prossimo, ma anche le questioni immobiliari, al centro del piano industriale che ha permesso, a suo tempo, la quotazione in borsa della società. In primis Campi di Vinovo, la società di cui è socio di minoranza anche Costruzioni Gilardi (27% delle quote circa), proprietaria di un ampio terreno tra i comuni di Vinovo e Nichelino, e della licenza per costruire un moderno centro commerciale polifunzionale che rientrava nel progetto Mondo Juve.
Gli immobili di Campi di Vinovo sono stati messi in vendita dai due soci, e si è fatta avanti per rilevare le proprietà il colosso francese Carrefour (vedi anche rumor 7 luglio 2006), tramite il suo braccio immobiliare Société des centres commerciaux Italia (Scc), con il quale partite le contrattazioni. Ora, secondo quanto risulta a Finanza.com, negli ultimi giorni sarebbero stati compiuti alcuni passi in avanti per una positiva conclusione dell'accordo. L'istituto Sanpaolo di Torino, che da sempre assiste la società bianconera, avrebbe infatti rilasciato una garanzia di 10 milioni di euro alla Società Generale Immobiliare Italia, una srl legata a Scc che dovrebbe materialmente acquisire gli asset di Campi di Vinovo. Il rilascio di una garanzia bancaria di quell'importo, se fosse confermato, sarebbe un importante segnale dell'alta probabilità che l'affare vada in porto.
Secondo le ultime indiscrezioni Juventus e Costruzioni Gilardi, che aveva anche un'opzione call per acquisire Campi di Vinovo evidentemente non esercitata, non cederebbero la società in questione ma solo gli asset in essa contenuti, riservandosi poi di liquidare la scatola ormai vuota e prelevare la cassa. L'operazione dovrebbe chiudersi per un controvalore vicino a 100-105 milioni di euro da pagare in più rate annuali: di questi quindi quasi 70 milioni di euro andrebbero a beneficio della Juve.

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