Juventus, Del Piero, Champions League, Milan

Inviato da Alessandro Piu il Mar, 13/03/2012 - 16:16
Le ultime giornate di campionato sono state particolarmente deludenti per i tifosi della Juventus, con la squadra che nel girone di ritorno ha rallentato notevolmente il passo rispetto a quello di andata. L'undici a disposizione di Antonio Conte nell'arco delle prime 19 partite del campionato ha tenuto una media punti di 2,157894, la medesime con cui il Milan si aggiudico grazie a 82 punti in 38 partite lo scudetto 2010/2011. Nello stesso periodo il club di Via Turati ha racimolato 40 punti, con una media di 2,105263 punti a match. A favorire la migliore resa del team di Torino è stata senza dubbio la difesa, con il reparto guidato da Barzagli capace di limitare a 17 goal il passivo complessivo da inizio campionato contro i 22 goal presi dal Milan, i 24 dell'Udinese, i 28 del Napoli e i 33 della Lazio. A penalizzare la squadra è stato invece finora l'attacco: il club bianconero ha segnato solo 39 volte, penultima come resa tra i team di vertice. Peggio di lei ha fatto solo l'Udinese con 37 goal. A svettare in questa graduatoria è il Milan (55 goal), seguito da Napoli (50) e Lazio (42). Meglio di Buffon e compagni ha fatto anche la Roma, quarta classificata con 40 reti all'attivo. Le difficoltà del reparto offensivo emergono in modo evidente dall'analisi dei migliori attaccanti. Se ai primi tre posti troviamo infatti i goleador di Milan (Ibrahimovic 19 reti), Udinese (Di Natale 18 reti) e Napoli (Cavani 16 reti) e se la Lazio si salva con il settimo posto di Klose grazie alle 12 marcature messe a segno finora, la Juve vede il suo attaccante più prolifico escluso dalla top ten di Serie A. Alessandro Matri con le sue 10 marcature è infatti all'11 posto tra i giocatori che più volte hanno gonfiato la rete avversaria.

Partendo da questi presupposti, a 11 giornate dal termine gli investitori iniziano a valutare se un investimento in Borsa sul titolo Juventus possa essere una valida scommessa. Le azioni, complice anche l'aumento di capitale da 120 milioni di euro portato a termine a gennaio, hanno lasciato sul terreno dallo scorso 11 settembre (seconda giornata del campionato 2011/2012 in calendario ma prima giocata a causa dello sciopero dei giocatori di fine agosto) il 46,48%. Gli investitori non sembrano dunque aver dato fiducia alla squadra di Antonio Conte: da inizio 2012, allora i bianconeri capitanavano ancora la classifica di Serie A, la flessione è del 33,84%. Certo, chi avesse investito contestualmente all'inizio del girone di ritorno ora vedrebbe il proprio capitale rivalutato del 35,53%, comprensivo del -6,10% accusato dal titolo dal famigerato Milan-Juventus del 25 febbraio a oggi. Queste performance negative tuttavia potrebbero rappresentare un elemento favorevole per ingressi a prezzi ridotti, specie se Del Piero&C dovessero agguantare la qualificazione diretta alla Champions League 2012/2013. Il mercato è senza dubbio rimasto scottato dal minor giro d'affari (-25% a 153,9 milioni di euro nel 2011) causato dalla mancata qualificazione alle competizioni europee dell'anno scorso, tuttavia come dimostrano i dati passati la squadra piemontese è in grado di avere un fatturato di circa 200 milioni di euro all'anno in caso di partecipazione alle Coppe europee. Senza contare l'effetto positivo degli introiti generati dal nuovo stadio di proprietà, voce che fino allo scorso campionato incideva per meno del 20% sul totale dei ricavi di un club italiano contro una media dei 5 migliori team europei abbondantemente superiore al 20%.

Secondo l'ultima edizione dello studio Football Money League 2012 pubblicato da Deloitte, il fatturato complessivo dei TOP20 club calcistici del mondo ha raggiunto quota 4,4 miliardi di Euro, in crescita del 3% rispetto all'anno precedente. In un periodo di crisi, le società di calcio sono dunque cresciute in termini di ricavi in misura doppia rispetto alla crescita economica del Paese di appartenenza. E questa tendenza potrebbe continuare anche nei prossimi anni se si dimostrasse vero quello che sostiene Dario Righetti. Il responsabile per il Consumer Business di Deloitte, evidenziando come "la partecipazione alla UEFA Champions League è un elemento essenziale per migliorare i propri ricavi", pensa che "nonostante il difficile momento economico non saremmo sorpresi nel vedere che i ricavi dei TOP20 club cresceranno ulteriormente nella stagione in corso, grazie ad alcuni importanti contratti di sponsorizzazione e a un'espansione delle entrate derivanti dalla vendita dei diritti". Se si pensa che nel 2011 la Juventus ha avuto con 161,7 milioni di euro di giro d'affari il peggior esercizio dal 2001, allora furono 157,36 i milioni fatturati, e che i 256,82 milioni spesi nello scorso esercizio trovano pari solo con i 276,73 sborsati nel 2006, ecco che la qualificazione alla Champions League potrebbe essere l'asso nella manica per il titolo in Borsa.

La domanda che investitori e tifosi si pongono è a questo punto: riuscirà la Juventus a conservare almeno il secondo posto in campionato nelle prossime 11 partite? I numeri, che non tengono conto degli scontri diretti, dicono di sì. Se la squadra più in forma appare indiscutibilmente il Milan, la media da inizio 2012 è stata di 2,0909 punti a partita per i rossoneri che salgono a 2,125 punti se si considerano solo le prime 8 giornate del girone di ritorno, quella bianconera potrebbe salvare il secondo posto finale grazie al vantaggio accumulato sugli avversari nella prima parte della stagione. Dopo la lunga striscia di pareggi che ha contraddistinto le ultime uscite del team piemontese, la media punti della Juve è scesa a 1,7272 punti da inizio 2012 e a 1,5 dall'inizio del girone di ritorno. Si tratta di valori decisamente inferiori rispetto ai 2,230769 punti incamerati in media nelle 13 partite giocate in casa nel girone d'andata e degli 1,96296 incassati in media nei 27 match disputati finora, tuttavia le avversarie non sembrano avere i numeri necessari per completare l'aggancio e il sorpasso dei bianconeri.

Dopo il Milan, il team più in forma da inizio 2012 è il Napoli. La squadra di Mazzarri da inizio anno ha raccolto in media 2 punti a partita, 2,125 punti se si considerano solo le 8 partite del girone di ritorno finora giocate. Considerando quest'ultimo orizzonte temporale, anche la Lazio (1,875 punti a match) ha fatto meglio dei bianconeri, tuttavia se si considerano solo le 11 partite giocate da inizio anno la media scende a 1,6363 punti. Facendo il differenziale tra la media punti del girone di ritorno di Juve/Napoli e Lazio, Buffon e compagni lasciano sul terreno mediamente 0,625 punti sul Napoli e 0,375 punti sulla Lazio. Considerando che i giocatori di Conte hanno rispettivamente 7 punti di vantaggio sul team partenopeo e 5 su quello capitolino, ecco che mantenendo questa media punti la Juventus sarebbe in grado di salvaguardare il secondo posto in classifica e dunque la qualificazione diretta alla Champions League 2012/2013. E come dimostra lo studio Football Money League 2012 elaborato dagli analisti Deloitte, il raggiungimento di un simile traguardo è essenziale per trainare i ricavi. Anche perché apparentemente il mercato non sembra scontare l'ingente balzo del giro d'affari che si verrebbe ad avere e la riduzione del monte ingaggi che l'uscita dalla rosa di giocatori come Del Piero, Toni, Iaquinta e Amauri potrebbe generare.
COMMENTA LA NOTIZIA