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Junk bond: il grafico sugli ETF che sta spaventando Wall Street. Si avvera alert Gundlach

Nelle ultime settimane si è rotta un’importante correlazione. Cattivo presagio per le borse americane?

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Attenzione ai junk bond, a Wall Street trader e investitori guardano con preoccupazione al recente calo che ha affossato le loro quotazioni. Sotto osservazione è finito, in particolare, l’SPDR Bloomberg Barclays High Yield Bond ETF, ETF che monitora il trend dei bond spazzatura, e che è scivolato nelle ultime ore al minimo dallo scorso 24 marzo.

Un altro ETF sui junk bond ben noto tra gli esperti del settore, l’iShares iBoxx $ High Yield Corporate Bond ETF, sta riportando una performance al ribasso.

Entrambi gli ETF sono scesi all’inizio del mese sotto le medie mobili a 200 giorni, a conferma di come l’outlook sul loro momentum stia peggiorando.

Ciò che sta generando particolare preoccupazione sui mercati è il significato che tali ribassi potrebbero avere per l’azionario Usa.

Di norma i trend dei due ETF, i cui ticker sono rispettivamente JNK e HYG, è infatti proporzionale alla performance degli indici azionari Usa.

I junk bond, di fatto, sono considerati un parametro per misurare l’appetito per il rischio presente sui mercati: una loro performance al rialzo indica dunque che gli investitori puntano verso gli asset più rischiosi, dunque anche verso l’azionario, mentre un loro calo può significare una fuga dal rischio, dunque anche dalle Borse.

Ed è stata questa stessa relazione junk bond-azionario Usa a subire una brusca inversione di tendenza alla fine di ottobre, con le borse che hanno continuato a salire, e i junk bond a scendere.

Tale fattore ha portato diversi strategist di Wall Street a chiedersi se l’inversione in territorio negativo delle obbligazioni spazzatura possa lasciar presagire il peggio per l’azionario Usa.

Finora le obbligazioni hanno beneficiato del contesto di tassi a livelli rasoterra, e dunque della caccia ai rendimenti alimentata dai rendimenti poco appetibili sia dei Treasuries a 10 anni che di quelli a 30 anni. Ma la musica sembra essere cambiata, e il timore è che cambi anche su Wall Street.

Gli indici Usa scendono tra l’altro oggi per la seconda sessione consecutiva.

Tanto che Bloomberg dedica un articolo al fenomeno, scrivendo: “Si avvera l’avvertimento sull’azionario arrivato da Gundlach”: il riferimento è al co-fondatore di DoubleLine Capital LP, che mercoledì ha pubblicato un post su Twitter, ponendosi l’interrogativo seguente:

“L’ETF JNK è in calo per la sesta sessione consecutiva, e sta chiudendo vicino ai minimi in sette mesi. Lo S&P è in rialzo nei cinque degli ultimi sei giorni, e chiude al record storico. Chi ha ragione?”.

Per poi dire su Twitter, nella giornata di ieri, in concomitanza con la flessione degli indici azionari Usa:

“Sembra che abbia avuto ragione l’ETF JNK”, riferendosi a come, sulla scia della flessione dell’ETF, stia scendendo ora Wall Street. Si ripristinerebbe così la relazione direttamente proporzionale tra le due classi di asset.