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Julius Baer: “Nel secondo semestre ancora forte incertezza e volatilità sui mercati finanziari”

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Alla vigilia di un Consiglio europeo atteso come fondamentale per il futuro dell’euro Christian Gattiker, capo strategia e ricerca di Julius Baer, ha delineato le prospettive per i mercati finanziari globali nel secondo semestre dell’anno. Punto di partenza della presentazione è proprio il vertice in calendario domani: “E’ una delle settimane più importanti per l’Europa. Ne abbiamo avute parecchie di settimane importanti nel recente passato” è il primo commento ironico di Gattiker che prosegue: “Non ci aspettiamo nessuna grande novità positiva dal summit, nessun programma conclusivo. Si sono create troppe aspettative”. Negli ultimi giorni in effetti l’entusiasmo per il vertice è andato diminuendo man mano che aumentavano i no della cancelliera Angela Merkel.

Molto del futuro andamento dei mercati finanziari dipende, in questa fase, dall’Europa. Le prospettive rimangono sfavorevoli. Gattiker prevede una navigazione difficile anche nel secondo semestre del 2012: “Il ciclo economico in Europa continuerà a deteriorarsi e saranno necessari ulteriori interventi da parte della Banca centrale europea. Francoforte è già riuscita ad arginare, almeno momentaneamente, i rischi sistemici derivanti dal settore bancario (Ltro) ma non può fare più di tanto per quelli fiscali”. Su quest’ultimo fronte dovrebbe essere la politica europea ad agire ma lo farà solo nel momento in cui si troverà sull’orlo della catastrofe: “Anche per questo la Banca centrale europea nelle ultime settimane si è dimostrata più restia ad agire. Non vuole fornire ai governi del Vecchio continente la scusa per rimandare decisioni necessarie” spiega Gattiker. Lasciando che lo scenario arrivi fino all’estremo i policymakers europei si muoveranno come hanno sempre fatto finora, nel momento in cui tutta la costruzione sembrava sul punto di crollare.

In termini di andamento dei mercati tutto ciò si tradurrà in un andamento caratterizzato da forti oscillazioni, con forti ondate di vendite alternate a repentine inversioni di tendenza. Un ambiente rischioso che consiglia di orientarsi verso investimenti di qualità. Resi indisponibili i tradizionali porti sicuri, non più convenienti in termini di prezzo (anche se l’oro rimane la principale difesa contro gli shock monetari) la visione di Julius Baer premia covered bond europei e obbligazioni senior di banche selezionate per conferire tranquillità al portafoglio mentre in ottica più speculativa bisogna guardare oltreoceano alle obbligazioni ad alto rendimento Usa. Gli Stati Uniti sono preferiti anche per quanto riguarda l’investimento azionario. Titoli tecnologici e farmaceutici i settori sugli scudi mentre la selezione di qualità porta a preferire società large cap con elevata capacità di generare dividendi. Sconsigliabili per contro l’Eurozona e in particolare Italia e Spagna. Poco interessante anche l’area del Pacifico ad esclusione del Giappone. La frenata dell’economia globale non favorisce le nazioni ricche di materie prime. In più l’area soffrirà il rallentamento della crescita cinese. Non è quindi un caso che tra le valute da evitare Gattiker indichi dollaro australiano e neozelandese e rublo. La contesa tra euro e dollaro vede invece favorita la valuta americana in considerazione della quantità di denaro che l’Europa dovrà ancora stampare per uscire dalla crisi.