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Jp Morgan accende i riflettori sugli operatori tv, Mediaset tonica a Piazza Affari

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Settore media europeo sotto i riflettori di Jp Morgan. La banca d’affari americana, in un report uscito questa mattina, ha proseguito la sua analisi sugli operatori televisivi del Vecchio Continente nell’epoca della rivoluzione digitale. Il broker ha confermato la raccomandazione overweight su Mediaset, seppur limando il target price a 7,50 euro da 7,90 euro. Ma il titolo del Biscione mostra un progresso a Piazza Affari dell’1,43% a 4,60 euro, in scia al giudizio su Telecinco. Jp Morgan, infatti, ha rivisto decisamente il rating della controllata spagnola del gruppo di Cologno Monzese: overweight dal precedente underweight, con prezzo obiettivo portato a 10,60 euro da 7,10 euro.
 
Nei precedenti report di Jp Morgan sul comparto media era stata analizzata la risposta dei broadcasters al cambiamento digitale. Mentre la carta stampata ha lasciato sul parterre una buona fetta di market share nell’Europa occidentale dal 53% del 1995 al 33% nel 2010 (Tv da 35% al 37%), gli spettatori del piccolo schermo hanno continuato ad aumentare anche nel 2010 (+3,3% nel Vecchio Continente e +1% negli Stati Uniti, mentre la carta stampata ha mostrato un declino rispettivamente del 3% e del 4%).


Secondo Jp Morgan, “è ancora troppo presto per vedere l’impatto negativo della Fase 2 della rivoluzione digitale (ovvero l’ingresso degli operatori internet nello spazio tv)”. Le prime indicazioni in arrivo dagli Stati Uniti, mostrano come le giovani generazioni utilizzino ancora molto la televisione. Dai 18 anni in su, il 51% dell’utilizzo giornaliero dei media è incentrato sulla televisione, mentre internet cattura solo il 25% del campione.

Mediaset resta quindi ancora una volta sotto i riflettori del mercato. Ieri Intermonte aveva ribadito la raccomandazione outperform sul titolo del Biscione con un prezzo obiettivo  a 5,80 euro. Secondo il broker, infatti, l’azione Mediaset “è stata eccessivamente penalizzata dal contesto politico italiano: nonostante la società abbia la capacità di generare cash e offra un dividend yeld dell’8%, attualmente tratta a sconto rispetto ai competitor”. I possibili cambiamenti nel Governo italiano “potrebbero incidere sull’azione nel breve termine, ma non dovrebbero cambiare la nostra visione di lungo termine”.