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Jobs Act: il piano di Renzi per creare posti di lavoro

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C’è molta attesa per il piano sul lavoro di Matteo Renzi, che sarà presentato il 16 gennaio, alla direzione del Partito Democratico, con il quale il nuovo segretario del principale raggruppamento del centrosinistra intende fornire benzina al motore della ripresa del Paese. E ‘il Jobs Act, un complesso di provvedimenti che secondo il sindaco di Firenze potrebbe dare nuova linfa ad una economia asfittica e contenuto nella eNews del segretario Pd.

Tra le idee proposte, va ricordato in particolare l’assegno universale destinato a tutti coloro che perdono il posto di lavoro, collegato a piani di formazione professionale e all’obbligo di non rifiutare proposte di impiego. Previsto anche lo spostamento della tassazione dal lavoro alla rendita finanziaria, che dovrebbe consentire di abbassare l’Irap del 10%, aiutando chi investe e dando un segnale nel senso dell’equità. L’intento è di dare vita ad un quadro normativo più semplice, cercando di eliminare le incrostazioni che ostacolano ancora il mercato del lavoro, facilitando l’entrata e l’uscita da un impiego, anche tramite la riduzione delle forme contrattuali, che oggi ammontano a oltre 40.

Anche i centri per l’impiego, oggi non funzionanti, dovrebbero essere ridisegnati, con il varo di una Agenzia unica federale in grado di coordinarli. Dando però vita ad un sistema di ammortizzatori sociali più adeguati alla sfida della modernità e in grado di equiparare l’Italia ai paesi più avanzati. Anche il problema della eccessiva burocrazia, viene affrontato da Renzi, che propone tra l’altro la fatturazione elettronica e l’eliminazione dell’obbligo di iscrizione alle camere di Commercio.

Il Jobs Act dovrebbe essere realizzato in tempi relativamente brevi, circa otto mesi, non senza prima essere stato sottoposto alla attenzione delle parti sociali e di tutti coloro che non vorranno escludersi dal confronto.