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Jc & Associati: “Tassi, economia Usa verso frenata nel II semestre dell’anno”

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Si apre sotto il segno delle banche centrali il 2006 secondo gli analisti di mercato del team di Jc & Associati. Dopo la decisione di oggi della Banca centrale europea (tassi confermati al 2,25%), toccherà alla Fed, prossimamente, decidere sui tassi di interesse negli Usa e soprattutto assistere al cambio della guardia alla sua presidenza tra Alan Greenspan e Ben Bernanke. Il tutto in un momento di cambiamento nella politica finora adottata dai due istituti centrali. “Dopo anni senza sorprese – esordisce il report stilato da Jacopo Ceccatelli e Felice Di Costanzo – Fed e Bce stanno sperimentando una fase di maggiore incertezza. In Europa la Bce ha interrotto la lunga fase di inattività alzando i tassi al 2,25% e il mercato sembra considerare certo un aumento dello 0,50% entro giugno e dello 0,75% entro il 2007 dopodichè la Bce dovrebbe tornare ad una politica di stabilità dei tassi con un aumento dello 0,25% – non certo – in tutto il 2007. Tuttavia i mercati non sembrano considerare adeguatamente le probabilità di un rallentamento della crescita statunitense e perchè no anche cinese nel secondo e terzo trimestre del 2006, rallentamento che avrà conseguenze anche a livello europeo. Inoltre – proseguono i due analisti – disoccupazione, utilizzo della capacità produttiva e inflazione core restano ampiamente sotto livelli che potrebbero innescare stabili tensioni sui prezzi. Proprio per tali motivi preferiamo considerare uno scenario differente dove è più probabile un rialzo dei tassi di Eurolandia dello 0,50% entro aprile (come atteso dal mercato) senza ulteriori rialzi successivamente”. Per gli Usa, dove la Fed è in procinto di interrompere la politica di rialzi dei tassi sui Fed funds, “riteniamo probabile un rialzo dello 0,50% entro il primo trimestre 2006 e, a seguito del rallentamento dell’economia che attendiamo per il secondo semestre, un possibile ritoccoal ribasso tra il quarto trimestre 2006 o il primo del 2007”.