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Jc & Associati: comparto oil tra fondamentali e crisi internazionali

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Le tensioni internazionali con l’Iran, le rivolte anti-Occidentali dopo la pubblicazione di vignette satiriche sul profeta dell’Islam e la crisi del gas tra Russia e Ucraina, hanno riportato al centro dell’attenzione il comparto energetico e le compagnie petrolifere. Finora il petrolio si è mantenuto su livelli elevati ma non ha spiccato, fortunatamente, il volo verso nuovi record. Eppure il pericolo è ben presente come sottolineano gli esperti di mercato del team di Jc & Associati: “Se le attuali tensioni geopolitiche dovessero perdurare il petrolio potrebbe spingersi sopra i 70 dollari al barile. Eventuali riduzioni dell’offerta iraniana peserebbo sull’equilibrio di mercato (soprattutto nei mesi invernali) e la speculazione non mancherebbe di approfittarne. In questo caso i fondamentali, che vedono la costruzione di nuove raffinerie e lo sfruttamento di fonti a minore margine, (come le sabbie petrolifere), perderebbero in valore relativo. Viceversa se la crisi dovesse rientrare, evento che potrebbe essere favorito da una Russia che deve farsi perdonare la riduzione delle forniture di gas, i fondamentali riprenderebbero le redini del mercato e rivedremmo il prezzo del petrolio sotto i 60 dollari al barile con una conseguente performance negativa dei titoli del comparto”.