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J. Pristovsek: il greggio potrebbe scendere in caso di rafforzamento del dollaro

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Rosso del 4% nell’ultima settimana per le quotazioni del petrolio. Dopo le vendite che hanno fatto da corollario alla revisione al ribasso delle stime di crescita statunitensi da parte della Fed, nuove pressioni ribassiste sono arrivate dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, che al fine di contenere il drastico calo dell’output libico (-90%) ha annunciato il rilascio di scorte strategiche per sessanta milioni di barili.

Il greggio a stelle e strisce è così sceso in quota 90,9 dollari il barile mentre il brent, il petrolio del Mare del Nord, si è portato a 105 dollari. “I prezzi del greggio rischiano di rimanere sotto pressione anche la settimana prossima, alla luce del possibile rafforzamento del dollaro in scia del ritorno dell’avversione al rischio”, ha dichiarato Jana Pristovsek, analista di IG Markets, nel consueto Commodities Update.

Segno meno anche per il platino, che con un calo settimanale del 4,5% si avvia verso i minimi da inizio 2011 toccati in quota 1.656 dollari l’oncia. La domanda di platino è guidata principalmente dal settore industriale e le conseguenze del terremoto giapponese continuano a farsi sentire sulla produzione di automobili, dove il platino è utilizzato nelle marmitte catalitiche.

Christopher Beauchamp da IG Markets rileva come l’indice platino-oro negli ultimi sei mesi abbia registrato una contrazione in quota 1,1 (il prezzo del platino è pari a 1,1 volte quello dell’oro). Secondo l’analista il rapporto potrebbe tornare in quota 2 alla luce “della fine del rallentamento dell’economia globale e del calo delle scorte causato dalle interruzioni all’output sudafricano”.