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IW Bank, Marti: “Ipo cara? Direi invece che Banca Imi ha sottovalutato il nostro potenziale”

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6 milioni di euro circa. E’ questa la valutazione data da Banca Imi a IW Bank quando nell’ormai lontano aprile 2003 l’istituto del gruppo San Paolo Imi cedette a Centrobanca l’80% di IW Bank per 4,9 mln di euro. Ora la banca online guidata da Pasquale Casale punta a mettere piede sul parterre di Piazza Affari con, in base alla forchetta di prezzo indicativa (3,60-4,95 euro), una valorizzazione indicativa tra un minimo di 239,8 milioni di euro e un massimo di 329,8 milioni. Senza dimenticare che il restante 20% rimasto in mano a Banca Imi è stato poi ceduto proprio un anno fa (12 maggio 2006) a Bpu per 9,3 mln, valutando quindi IW Bank 46,5 mln. Ipo cara? “Direi proprio di no”, ha detto nel giorno di inizio del roadshow Benedetto Marti, vice presidente operativo di IW Bank. “Banca Imi, che comunque ha contribuito alla nascita di IW Bank, ha dimostrato poi nel tempo di non credere più a questo progetto e pertanto la cessione a prezzi così bassi nel 2003 è una logica conseguenza di ciò. Mentre nel 2006 negoziavano in una condizione di azionista di minoranza e quindi non potevano strappare di più. Anche se bisognerebbe chiederlo a loro”, sono state le parole di Marti. Relativamente invece al prezzo per azione dell’esercizio del piano di stock option, Marti sottolinea come il prezzo più basso rispetto a range prezzo Ipo è poco significativo poichè si tratta di una valutazione prettamente contabile per far figurare quel costo nel conto economico e non indicativa del valore intrinseco delle azioni”, ha spiegato Marti.