Iva: Confcommercio, sottovalutati gli effetti depressivi. Rischio tensioni sociali

Inviato da Valeria Panigada il Gio, 19/09/2013 - 14:53
L'eventuale aumento dell'Iva (dal 21 al 22% a partire dal primo ottobre) scaturirà, oltre agli effetti recessivi, una serie di effetti indiretti depressivi che peseranno sulla popolazione aumentando il rischio di tensioni sociali. Lo scenario allarmante arriva oggi da Confcommercio. "Gli effetti recessivi dell'eventuale aumento dell'Iva (contrazione di consumi, produzione e occupazione e aumento dell'inflazione) non esauriscono quelli che possono essere gli effetti indiretti", si legge nella nota pubblicata sul sito. Tra questi, due effetti sono ancora oggi sottovalutati: "Il primo - illustra Confcommercio - depressivo, sul sentiment delle famiglie e delle imprese che si vedranno private di quella fiducia a breve termine che aveva dato segnali di risveglio; il secondo, è che andando a colpire le fasce più deboli della popolazione, si potrà aggravare la crisi economica ingenerando gravi tensioni sociali che fino ad oggi sono state scongiurate". Secondo la confederazione, l'unica soluzione per evitare tutto questo è la riduzione e riqualificazione della spesa pubblica.
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