Iva: Confcommercio, con l'aumento addio alla ripresa

Inviato da Flavia Scarano il Mer, 18/09/2013 - 15:17
Gli effetti recessivi dell'aumento dell'Iva dal 1° ottobre sembrano essere sottovalutati da più parti. Questo il monito lanciato da Confcommercio in una nota in cui sintetizza questi effetti.

A detta dell'Ufficio Studi di Confcommercio, l'aumento amplificherebbe la già drammatica situazione dei consumi che, dopo aver chiuso il 2012 con un calo del 4,3%, si concluderà, senza interventi, anche quest'anno in negativo con un -2,4%. Inoltre, in una situazione in cui l'inflazione è sostanzialmente sotto controllo, si avrebbe un incremento dei prezzi tra ottobre e novembre di circa lo 0,4%, il cosiddetto "effetto scalino", con inevitabili effetti di trascinamento anche nel 2014. Come già accaduto con l'aumento dell'aliquota dal 20 al 21%, la contrazione della domanda porterebbe con sé anche una riduzione del gettito Iva atteso. Non solo. La perdita di produzione, determinata dal calo dei consumi comporterebbe, a detta di Confcommercio, a regime una riduzione dell'occupazione approssimativamente di 10 mila posti di lavoro.

L'aumento avrebbe anche un impatto sulle imprese, con una situazione già di estrema difficoltà per le imprese del commercio, gravate da una pressione fiscale da record mondiale e dal mancato pagamento dei debiti della Pa, un'ulteriore contrazione della domanda interna porterà alla chiusura di molte attività. Infine, risulteranno più penalizzate le famiglie a basso reddito in quanto la pressione Iva (rapporto tra Iva pagata e reddito) per il 20% di famiglie più povere arriverebbe al 10,5%, mentre per il 20% di famiglie più ricche sarebbe del 7,5%, circa il 30% in meno.
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