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Italiani risparmiano sempre più su viaggi e vacanze, ma non è colpa del meteo

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A frenare le spese degli italiani quest’estate non sono solo le cattive condizioni climatiche. La voce “viaggi e vacanze” risulta infatti la seconda maggiormente colpita dalle decisioni di spending review degli italiani per far fronte alla crisi economica. Così il 53% degli italiani ha risposto alla crisi degli ultimi anni riducendo viaggi e vacanze. Tendenza iniziata già dal 2011.
Il dato emerge dal rapporto “La spending review dei consumatori italiani”, curato da Enrico Valdani per il Cermes, Centro di ricerche su marketing e servizi dell’Università Bocconi.  Tra il 2011 e il 2013 gli italiani hanno ridotto i consumi per 5,32 miliardi di euro. Abbigliamento, arredamento, bellezza e tempo libero gli altri settori più colpiti.

La scorsa settimana la Coldiretti aveva quantificato in oltre 1 miliardo di euro gli effetti negativi sull’economia delle cattive condizioni climatiche in questa prima parte dell’estate 2014.

I maggiori tagli alla spesa riguardano l’Abbigliamento
Secondo il rapporto del Cermes, la categoria merceologica più colpita dai tagli dei consumatori è l’abbigliamento (il 60% degli italiani ne acquista di meno), seguito da viaggi e vacanze (53%), arredamento (42%), bellezza e fitness (42%) e hobby, sport e tempo libero (40%). I settori relativamente meno colpiti risultano essere internet e telecomunicazioni (14%), salute (16%), assicurazioni (17%) e alimentari e bevande (18%). Anche la voce computer ed elettronica, fino a oggi in buona salute, è stata ridimensionata dal 34% degli italiani.

Consumatori sempre più a caccia di offerte
Modificato anche il modo in cui fanno la spesa. Il passaggio da marche più costose ad altre più economiche ha influito per 1,81 miliardi, la maggiore attenzione alle promozioni per 566 milioni, i maggiori acquisti ai discount per 450 milioni e gli acquisti di marche private (quelle con il marchio dei supermercati) per 365 milioni, ma la voce più consistente rimane la riduzione dei volumi, con un taglio di 2,13 miliardi.
“La ricerca mette in mostra un consumatore consapevole, attivo, che reagisce al deterioramento macroeconomico cercando soluzioni originali, che vanno dall’esplorazione di nuovi canali distributivi, all’attenzione spasmodica per le promozioni, all’approfondimento della conoscenza di internet“, ha affermato Valdani.

La riduzione di consumi delle famiglie residenti, negli ultimi anni, è stata più forte della riduzione del pil: nel 2012, a fronte di una contrazione del pil del 2,4%, i consumi sono scesi del 4,5%, nel 2013 il pil si è ridimensionato dell’1,9% e i consumi del 2,6% e per il 2014 si prevede che il gap si ridurrà, ma rimarrà comunque intorno allo 0,2%.Nell’alimentare il consumatore è a caccia di promozioni e volantini e così il maggiore utilizzo di discount, supermercati e ipermercati nell’ultimo anno va a discapito non solo dei negozi tradizionali, ma anche dell’online, mentre nell’abbigliamento l’online è in leggera crescita e il canale ipermercati/centri commerciali arretra, a favore di outlet e discount.