Italiani pessimisti su prospettive dei mercati, preoccupa la crisi del debito in Europa (analisti)

Inviato da Flavia Scarano il Lun, 24/06/2013 - 15:54

Gli investitori italiani sono tra i più pessimisti in Europa sulle prospettive dei mercati finanziari e confermano l'abituale orientamento verso prodotti a basso rischio/rendimento, anche se guardano con attenzione agli strumenti azionari. È quanto emerge dall'ultimo Schroders Global Investment Trends Report che ha intervistato in 20 Paesi di Europa, Asia e Stati Uniti 14.800 investitori (1.000 in Italia) intenzionati a investire almeno 10 mila euro nei prossimi dodici mesi. In Italia solo il 28% degli intervistati si dice più fiducioso, rispetto all'anno scorso, nelle opportunità d'investimento per il 2013. Prevale (38%) chi invece si aspetta un andamento negativo. La graduatoria europea degli ottimisti sulle prospettive dei mercati è guidata da svedesi (50%), svizzeri e tedeschi (44%). Solo in Portogallo (22%) la percentuale degli ottimisti è inferiore a quella italiana.

Il 37% degli italiani diminuirà il risparmio investito
La ricerca ha rilevato che, nei prossimi dodici mesi, il 37% degli intervistati italiani pensa di diminuire (in media del 6%) il risparmio investito, il 27% prevede di aumentarlo, il 36% non cambierà l'ammontare. Diversa la media degli altri Paesi europei: il 35% aumenterà l'ammontare del risparmio investito, il 21% lo diminuirà. Gli italiani interpellati investiranno, mediamente, 44.500 euro. Oltre la metà (54%) investirà importi minori, compresi tra 10 e 30 mila euro, in linea con la media europea. Solo l'8% pensa d'investire 100 mila euro o più.

Investimenti frenati dalla crisi del debito nell'Eurozona, preoccupa meno la volatilità dei mercati
Rispetto all'indagine 2012, la propensione all'investimento in Italia sembra ancora frenata da fattori macro economici. La crisi del debito nell'Eurozona è ovunque in Europa la principale preoccupazione per il 2013 (45% per gli italiani, 55% in media nel resto d'Europa). Diminuisce invece (dal 63 al 44%) la preoccupazione degli italiani su un possibile aumento della pressione fiscale, che resta un timore sentito anche in altri Paesi, particolarmente in Portogallo (53%) e Francia (50%). Regno Unito (19%), Svizzera (16%) e Svezia (14%) sono i Paesi dove l'ansia per una stretta fiscale è meno forte. In Germania, il rischio è avvertito dal 25% ed è collegato agli effetti di una possibile crisi europea più che a problemi interni. Tra le maggiori preoccupazioni degli intervistati italiani per i prossimi dodici mesi figurano anche l'instabilità politica (43%) e la lentezza della ripresa economica nel proprio Paese (35%). Preoccupa meno la volatilità dei mercati (29%).

Asia-Pacifico la regione con maggiori potenzialità di crescita
Dalle opinioni degli intervistati italiani sulle aree con le migliori prospettive per l'anno emerge che il 41% ritiene l'Asia Pacifico, inclusa la Cina, la regione con le maggiori potenzialità di crescita, seguita da Italia (31%), America Latina (24%), Asia Centrale inclusa India e Corea del Sud (24%).Per quanto riguarda invece le asset class ritenute più promettenti per i prossimi dodici mesi, lo studio ha messo in evidenza che il 59% è orientato a investire nei mercati azionari con preferenza per Cina (16%), BRICs (14%), mercati emergenti (13%), Stati Uniti (12%); il 38% investirà nei mercati obbligazionari con preferenza per Titoli di Stato (26%), corporate bond incluso High Yield (11%).

Maggioranza punterà a investimenti con basso profilo rischio /rendimento
Gli orientamenti espressi sulle scelte dei prossimi dodici mesi evidenziano contraddizioni solo apparenti: da una parte, gli intervistati italiani sono consapevoli delle opportunità offerte dalla crescita economica asiatica e, in generale, delle economie emergenti; dall'altra confermano l'indirizzo verso scelte prudenti. Il 56% degli investitori ha dichiarato che indirizzerà il nuovo risparmio verso investimenti con basso rischio/rendimento, il 29% verso investimenti a medio rischio e il 15% verso investimenti con rischio elevato. I conti di deposito presentano un'elevata popolarità essendo preferiti dal 33%. In termini di obiettivo d'investimento la preferenza (32%) va verso prodotti che garantiscono una protezione del capitale, mentre la crescita del capitale è un'esigenza perseguita dal 21%. Il 31% è orientato verso strumenti che generano un reddito a lungo (16%) o breve (15%) termine.

"Gli investitori italiani sono ancora frenati dalla situazione dell'Eurozona e dall'incertezza del quadro politico, ma si sta facendo strada una nuova propensione all'investimento finanziario", ha dichiarato Luca Tenani, Responsabile Distribuzione per l'Italia di Schroders. "Le attese di crescita dell'area asiatica stanno alimentando una crescente fiducia verso gli strumenti azionari, che convive con una marcata attenzione al contenimento del rischio. L'attenzione per i prodotti in grado di generare un reddito costante riflette inoltre il successo che le cosiddette soluzioni "Income-oriented" stanno riscontrando ultimamente".

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