Italiani gran bevitori di acqua, ma è boom per gli energy drink

Inviato da Pablo Turini il Ven, 02/03/2007 - 12:16

Italia paese di sobri, uno slogan accattivante utilizzato dal Consorzio Distributori Alimentari per sottolineare l'importanza del giro d'affari delle bevande analcoliche nel nostro paese. Un recente rapporto stilato dallo stesso consorzio, presentato lo scorso primo marzo a Sorrento, mette in luce che le acque minerali, soft drink e succhi di frutta, rappresentato l'88% del totale delle bevande vendute e consumate in Italia con oltre 9,5 miliardi di litri. Un giro d'affari che equivale al 60% del fatturato totale delle bevande in Italia, pari a 4,3 miliardi di euro.

Ma sono le acque minerali a far registrare i numeri più interessanti. Anche nel 2006 l'Italia si è confermata il mercato principale in Europa per questo prodotto, grazie alle sue 189 fonti e un consumo medio pro-capite di 190 litri. L'Italia ormai detiene il 30% del mercato delle acque minerali, per distribuzione e consumo, con una produzione nazionale di 12 miliardi di litri di acqua e un consumo che si attesta sui 10,9 miliardi di litri. Cifre senza eguali in tutta l'Europa e con una andamento in costante crescita anno dopo anno.

Analizzando nel particolare i dati prodotti dal Cda, ed elaborati mediante piattaforma di Data Warehouse, che comprendono sia le bevande alcoliche sia quelle analcoliche, si nota come nel 2006 il volume d'affari e di vendite sia stato notevole soprattutto per gli energy drink e gli apertivi. I primi hanno visto un incremento del 24,26% delle vendite e un fatturato in salita del 22,90%. Mentre gli aperitivi e vermouth hanno visto crescere del 23,60% i volumi di vendita e del 25,07% il fatturato complessivo.

In brusco calo, invece, i ready to drink. Il fatturato del 2006 per questa tipologia di bevande è scesa del 22,61% rispetto al 2005, mentre il volume di vendite è sceso del 23,55%. Si comportano bene le acque, il cui fatturato è salito del 6,92%, così come le classiche bibite gasate con un incremento delle vendite del 10,54% rispetto all'anno precedente. Il comparto del vino conferma il buon momento. Il fatturato 2006 è salito del 4,69%, nonostante il  volume delle vendite sia cresciuto solamente dell1,16%.

Ma il settore delle bevande deve ancora affrontare qualche problema di organizzazione della catena, a partire dai non sempre facili rapporti tra i produttori e i distributori. Il Consorzio distributori alimentari ha sottolineato come produttori e distributori si trovano da sempre a vivere un rapporto conflittuale, in bilico tra la reciproca diffidenza e la necessità di collaborare per il futuro del settore.
"Siamo convinti che lo sviluppo della distribuzione in Italia passi attraverso il confronto e la condivisione delle informazioni, non solo a livello nazionale, ma anche e soprattutto a livello comunitario, ecco il perché del nostro progetto, ha spiegato al meeting di Sorrento Lucio Roncoroni, direttore di Cda. Riteniamo, grazie a questi meeting, di aver mosso un piccolo ma significativo passo verso quel fondamentale bisogno di crescita culturale della nostra categoria e di aver posto le basi per una valutazione più allargata del nostro business".

COMMENTA LA NOTIZIA