Italia, timori instabilità politica su asta Btp, operatori comprano Schatz

Inviato da Riccardo Designori il Mer, 13/03/2013 - 17:55
Proseguono poco mossi gli indici statunitensi nonostante i dati macro migliori delle attese. Deboli anche i listini europei, con il Ftse 100 che ha terminato a -0,65%, mentre il Dax e il Cac hanno segnato variazioni modeste. Il mood degli operatori ha risentito dell'esito delle aste di oggi. La domanda debole sul Btp a 2 anni (nonostante il rialzo dei rendimenti) ha intimorito gli investitori. Allo stesso tempo ha sorpreso l'esito dell'asta Schatz 2015, che ha visto i rendimenti in deciso calo (allo 0,06% dallo 0,21%).

Il segnale sembra essere chiaro. Il sentiment rimane fragile e i timori di un ritorno delle tensioni nell'eurozona sono forti. Domani le attenzioni si concentreranno sulle aste a medio lungo termine spagnole che potrebbero portare lo spread Bono-Btp a invertire segno se dovessero risultare particolarmente positive. Nel breve il rischio principale sembra arrivare dall'instabilità politica in Italia che potrebbe accentuarsi nel corso delle prossime due settimane quando si dovrà necessariamente giungere alla costituzione di un governo.


A Piazza Affari il Ftse Mib ha terminato in calo dell'1,75% a 15.745 punti. L'indice italiano si è fermato a 15.720 punti, con i supporti strategici collocati a 15.600 e a 15.400 punti. Cali diffusi su tutto il listino milanese.

Male le banche con Ubi (-6,4%) e Banco Popolare (-5,45%) tra i peggiori titoli. Forte rosso anche per Enel (-5,9%) dopo i conti. In deciso rialzo solo Lottomatica (+2,7%) dopo la trimestrale e Saipem (+2,6%) dopo l'approvazione arrivata da SocGen. Da segnalare il tonfo di Commerzbank, la seconda banca tedesca, dopo l'annuncio dell'aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro. Gli investitori non hanno apprezzato la news.

Valute: Eur/Usd, view ribassista fino a 1,2660
Sul fronte valutario, da segnalare il recupero del biglietto verde contro euro e yen. I dati positivi Usa spingono gli operatori a scontare un ritiro anticipato del quantitative easing dal mercato da parte della Federal Reserve. Il cross euro/usd ha sofferto in modo particolare dopo la debole asta italiana che ha lasciato qualche perplessità. Continuiamo a rimanere ribassisti sul cambio.

Un livello strategico transita per 1,2880. Se questo dovesse cedere si aprirebbe lo spazio per una discesa sino a 1,2660, minimo dello scorso novembre.


Sul fronte macro, continuano a sorprendere i dati in arrivo dagli Usa. Le vendite al dettaglio a febbraio sono salite dell'1,1% m/m contro lo 0,5% atteso. Il dato che esclude la componente auto ha registrato un +1%, a dimostrazione del fatto che i consumi non sono arrivati dal comparto automotive. Si tratta del valore più elevato degli ultimi 5 mesi ed è stato in gran parte influenzato dall'aumento dei costi dei carburanti. Nei primi due mesi dell'anno i consumi statunitensi sono migliorati sensibilmente e questo potrebbe aprire a uno spiraglio di una ripresa dell'economia dopo il +0,1% dell'ultimo trimestre del 2012.

Titoli di Stato: Schatz batte Btp, operatori spaventati
Sul fronte governativo, è stata una seduta emblematica quella odierna. Il Tesoro italiano ha collocato titoli a medio lungo termine poco sotto l'ammontare massimo predefinito con rendimenti in rialzo rispetto all'emissione precedente. Agli investitori non sembra essere piaciuta la domanda, rimasta particolarmente debole. Il tentativo del Tesoro di allungare la duration del debito sembra aver fatto un buco nell'acqua dato che non è riuscito a portare l'interesse degli operatori su scadenze più lunghe.

Significativa anche l'asta tedesca di questa mattina sullo Schatz a 2 anni, con cui il Tesoro ha raccolto 4,3 miliardi di euro con tassi in netto calo rispetto all'emissione precedente.

Commodity: Oro soffre forza dollaro Usa
Tra le materie prime, vira in negativo l'oro dopo il dato Usa migliore delle attese e in scia all'apprezzamento del biglietto verde. Il prezzo spot del metallo prezioso dopo uno spike rialzista verso quota 1.600 dollari/oncia ha invertito la rotta scendendo verso quota 1.586 dollari. Il supporto importante rimane proprio su questo livello e una rottura aprirebbe a discese verso quota 1.563 dollari. Conserva i guadagni di seduta il Wti nonostante il rialzo delle scorte in Usa la scorsa settimana (+2,6 milioni di barili).

VINCENZO LONGO
Market Strategist IG
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