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Italia: Tesoro, +1,2% per le entrate tributarie a gennaio-luglio, mozione giochi d’azzardo è inapplicabile

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Gettito tributario in crescita nei primi sette mesi. Il Ministero dell’Economia ha annunciato che tra gennaio e luglio le entrate tributarie sono cresciute dell’1,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente a 234.703 milioni di euro (+2.770 milioni).

Le imposte dirette hanno messo a segno un aumento tendenziale del 4,7% (+6.003 milioni): il gettito Irpef ha fatto segnare un +1,1% grazie agli incrementi delle ritenute sui redditi dei dipendenti del settore pubblico (+3,8%) e ai versamenti in autoliquidazione (+2%) mentre la crisi si è fatta sentire sulle ritenute dei dipendenti privati (-0,5%) e dei lavoratori autonomi (-6%).

Segno meno per le imposte indirette, in calo su base annua del 3,1% (-3.233 milioni). Nonostante il recupero fatto segnare a giugno (+4,5%) e luglio (+1,2%), il gettito Iva ha chiuso il periodo di riferimento con una flessione di cinque punti percentuali  innescata dalla riduzione del gettito derivante dalla componente relativa agli scambi interni (-1,8%) e dal prelievo sulle importazioni (-20,8%). +7,2% annuo per le entrate derivanti dall’attività di accertamento e controllo mentre quelle relative i giochi segnano una contrazione di mezzo punto percentuale.

Tesoro, mozione approvata dal Senato è inapplicabile
La mozione è inapplicabile, si legge in una nota emessa dal Ministero dell’Economia relativa l’approvazione da parte del Senato di una mozione che vieta per un anno l’apertura di nuovi centri per i giochi d’azzardo elettronico on line e nei luoghi aperti al pubblico.

Si tratta di un atto illegittimo che darà luogo a nuovi contenziosi, rileva il Ministero di via XX settembre. “Il Governo compirebbe un atto illegittimo determinando: 1) un contenzioso con i circa 200 operatori italiani ed esteri che hanno ottenuto la concessione; 2) la riapertura del contenzioso comunitario, dopo due procedure di infrazione chiuse nel 2010 a seguito della regolamentazione del mercato; 3) lo spostamento in massa di giocatori verso il mercato illegale; 4) la perdita della possibilità di contrastare, con strumenti mirati, il gioco problematico e patologico e l’accesso dei minori al gioco”.

Non da ultimo, continua la nota del Tesoro, “la moratoria prevista nella mozione determinerebbe, inoltre, una forte diminuzione delle entrate in una fase estremamente delicata per la finanza pubblica”. Secondo i dati forniti dal sottosegretario all’economia Alberto Giorgetti, il provvedimento produrrebbe un mancato gettito di sei miliardi di euro.

A seguito del voto di Palazzo Madama, Giorgetti ha reso noto di voler rimettere la delega sui giochi nelle mani del ministro che non ha esitato a ribadirgli piena fiducia. Il Ministro dell’economia, Fabrizio Saccomanni, “nel condividere le valutazioni espresse dal Sottosegretario rispetto alla votazione avvenuta al Senato, ha confermato la sua piena fiducia nell’operato dell’On.le Giorgetti ricevendone la disponibilità a proseguire nell’incarico”.