Italia e Spagna preoccupano la Fed. Bernanke estende la politica dei tassi zero

Inviato da Marco Barlassina il Gio, 26/04/2012 - 10:55

Le maggiori incognite per la crescita Usa? La Federal Reserve non ha dubbi: non si trovano sul territorio degli Stati Uniti, ma fuori dai suoi confini, per la precisione, tanto per cambiare, in Italia e in Spagna.

Poco importa se ieri gli ordini di beni durevoli abbiano riportato il peggior ridimensionamento dal gennaio 2009 (-4,2%) e nemmeno sembra preoccupare troppo l'incapacità degli Stati Uniti di creare nuovi posti nel settore manifatturiero. Nel comunicato rilasciato al termine della riunione di ieri sera, la Fed dice chiaramente che le incertezze sui mercati finanziari dovute alla crisi in Spagna e Italia sono il maggiore rischio al ribasso per la crescita economica statunitense nei prossimi mesi.

Non è però verosimile immaginare che la decisione di prolungare fino al 2014 la cosiddetta Zirp (Zero interest rate policy), ossia la politica dei tassi zero, sia stata presa guardando a Roma o a Madrid.

In linea con le attese degli esperti di mercato, ieri la Fed ha lasciato i tassi sui Fed Funds invariati tra lo 0 e lo 0,25% e ha confermato che i saggi d'interesse dovrebbero restare fermi a questo livello sino alla fine del 2014.

La Banca Centrale statunitense ha pubblicato ieri anche le nuove stime sull'andamento di crescita economica, inflazione e disoccupazione. Il prodotto interno lordo è atteso crescere tra il 2,4 e 2,9% quest'anno, in rialzo rispetto alle proiezioni del 2,2/2,7% di gennaio. L'attività economica dovrebbe ulteriormente espandersi nei due anni successivi ad un ritmo prossimo al 3%. L'inflazione dovrebbe infine restare leggermente sotto la soglia obiettivo del 2% mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe chiudere il 2012 tra il 7,8% e l'8 per cento.

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