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L’Italia sonda la Cina. Pechino verso un aumento degli acquisti di titoli di Stato italiani

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Il governo italiano starebbe sondando l’interesse dalla Cina ad aumentare gli investimenti in titoli di Stato italiani. Lo scrive il Financial Times citando un incontro avvenuto settimana scorsa tra il ministro delle Finanze, Giulio Tremonti, i rappresentanti della Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) e il ceo del fondo sovrano cinese China Investment Corporation (Cic), Lou Jiwei. Al centro dell’incontro anche possibili investimenti cinesi in aziende italiane controllate dallo Stato e dalla Cdp.

 

Il Cic è il quinto maggior fondo sovrano al mondo e vanta una dotazione di capitale di circa 409 miliardi di dollari. Ha una quota del 9,4% in Blackstone e del 9,9% in Morgan Stanley.


Attualmente si stima che Pechino detenga circa il 4% del debito pubblico italiano. I contatti avrebbero lo scopo di aumentare in maniera massiccia l’impegno di Pechino fino a salire fino al 10% dello stock complessivo di debito. Nei mesi scorsi la Cina è intervenuta a sostegno dei titoli di Grecia e Portogallo.


 

L’impegno del Cic nelle aziende italiane potrebbe invece passare attraverso il Fondo Strategico Italiano (Fsi), lanciato in luglio dalla Cassa Depositi e Prestiti. Il Fondo ha una dotazione di 4 miliardi di euro, ma la Cdp punta a espanderlo fino a 7 miliardi anche attraverso investimenti dall’estero. Già ad agosto il numero uno del Tesoro, Vittorio Grilli, aveva incontrato investitori cinesi a Pechino.

 

L’Ft, citando un funzionario italiano coperto da anonimato, aggiunge che ulteriori negoziati si terranno probabilmente a breve.