L'Italia si appresta a dire addio alla recessione. Saccomanni: c'è stato eccesso di pessimismo

Inviato da Titta Ferraro il Mer, 07/08/2013 - 09:51
Si susseguono i messaggi di ottimismo sulle prospettive di ripresa dell'economia italiana. Ieri, dopo la pubblicazione della prima lettura Istat sull'andamento del Pil nel secondo trimestre, che ha sancito l'ottavo trimestre consecutivo di contrazione economica, dal governo si sono susseguite dichiarazioni improntate all'ottimismo circa l'evoluzione dell'attività economica nella seconda metà dell'anno. In particolare il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, si è sbilanciato sulla fine della recessione parlando di "punto di svolta del ciclo economico" per l'Italia.

Saccomanni: stime di calo Pil del 2% nel 2013 eccessivamente pessimistiche
Il titolare del dicastero di via XX Settembre, intervenuto ieri a SkyTG24, ha posto l'accento sulla discesa meno marcata delle attese del Pil italiano nel secondo trimestre (-0,2% t/t rispetto al -0,4% atteso dagli analisti) che permette di guardare con più ottimismo alla restante aprte dell'anno. In merito alle previsioni di un calo del Pil nell'ordine del 2% per l'intero anno, Saccomanni le ritiene "troppo pessimistiche e influenzate dalla stasi politica che ha caratterizzato l'economia fino alla fase precedente le misure di rilancio". Di contro l'esponente del governo Letta si mostra prudente sugli effetti sull'occupazione, per i quali bisognerà ancora aspettare.

Altri 10 mld da sblocco debiti Pa entro fine anno
Tra i propulsori per i ritorno alla crescita nei prossimi trimestri c'è sicuramente anche lo sblocco dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione. In tal senso Il ministro dell'Economia stima di poter restituire ulteriori 10 miliardi di euro entro fine anno, per un totale di 30 miliardi nel 2013. Per l'inzio del 2014 è invece previsto lo sblocco di altri 20 miliardi.

Accelerazione su dismissioni
Sul piano di dismissioni, nonostante il target dei 15 miliardi fissato dal governo Monti non sarà raggiunto, Saccomanni ritiene che "è importante iniziare". "Non credo sia possibile realizzare l'obiettivo di 15 miliardi in questo breve periodo di tempo, farebbe però piacere poter dare un segnale di aver rotto il ghiaccio".

Segnali incoraggianti, ma servono conferme e stabilità politica
Anche dagli analisti sono arrivati segnali di ottimismo a seguito dei riscontri arrivati dal Pil relativo al secondo trimestre. "Sono dati coerenti con la nostra opinione che l'economia italiana sta uscendo da una grave recessione guidata dalla domanda estera e da una stabilizzazione nella contrazione della domanda interna", ha commentato Fabio Fois, economista di Barclays. La banca britannica continua a prevedere un ritorno alla crescita nel quarto trimestre di quest'anno (+0,2% t/t) dopo un andamento piatto nel trimestre in corso. "Rimangono in gioco rischi al ribasso - aggiunge Fois - derivanti principalmente da forti vincoli di liquidità a livello aziendale e dall'instabilità politica che può rallentare l'azione di governo e ritardare gli investimenti e (forse) le decisioni di consumo".
"La fase di stabilizzazione dell'economia è in atto e rilanciano concrete prospettive di ripresa negli ultimi mesi dell'anno - commenta Vincenzo Longo, market strategist di IG - ma  per garantire che la crescita possa poi rafforzarsi nel corso del 2014 saranno importanti la tenuta del governo Letta e i risultati elettorali in Germania, che potrebbero ammorbidire la linea di rigore della Merkel".

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