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Italia: segnali di forza da produzione industriale, +9,5% a/a ad agosto

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Maggior balzo tendenziale dal 1997 per la produzione industriale italiana. I dati Istat di agosto evidenziano una crescita del 9,5 per cento dell’indice sulla produzione industriale. Il progresso mensile dell’1,6%. La variazione della media degli ultimi tre mesi rispetto a quella dei tre mesi immediatamente precedenti è pari a più 2,4 per cento. L’indice della produzione corretto per gli effetti di calendario ha registrato ad agosto un aumento tendenziale del 9,5 per cento (i giorni lavorativi sono stati 22, contro i 21 di agosto 2009), miglior risultato dal dicembre del 1997.


Nei primi otto mesi del 2010 la variazione rispetto allo stesso periodo del 2009 è stata di più 5,9 per cento (i giorni lavorativi sono stati 169 contro i 168 del 2009). L’indice grezzo della produzione industriale ha registrato un aumento del 12,8 per cento rispetto ad agosto 2009. Nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-agosto, l’indice è aumentato del 6,3 per cento.


In termini congiunturali, incrementi per i beni strumentali (più 4,8 per cento), per i beni intermedi (più 3,1 per cento) e per i beni di consumo (più 0,5 per cento, con un aumento dell’1,9 per cento per i beni durevoli e dello 0,3 per cento per i beni non durevoli). L’unica variazione negativa ha riguardato l’energia (meno 2,8 per cento). Nel confronto tra i primi otto mesi del 2010 e lo stesso periodo dell’anno precedente vi sono stati incrementi del 9,0 per cento per i beni intermedi, del 6,5 per cento per i beni strumentali, del 3,2 per cento per i beni di consumo (più 3,7 per cento i beni non durevoli e più 0,8 per cento i beni durevoli) e del 2,8, per cento per l’energia. Rispetto all’analogo mese del 2009, invece, gli incrementi più marcati nei settori dei macchinari e attrezzature n.c.a (più 35,3 per cento), della metallurgia e prodotti in metallo (più 20,4 per cento), delle apparecchiature elettriche e non elettriche (più 18,7 per cento) e dell’attività estrattiva (più16,6 per cento). L’unica variazione negativa ha riguardato il settore della fornitura di energia (meno 3,5 per cento).


Tra un mese (10 novembre) è attesa la prima lettura del pil relativo al terzo trimestre 2010. Settimana scorsa il Fmi ha alzato le stime sul pil italiano per il 2010 portandole da +0,9 a +1%, mentre quelle per il 2011 sono scese dello 0,1 per cento a +1%. Crescita italiana che secondo l’Fmi si manterrà sotto la media dell’area euro che è stimata in +1,7% quest’anno e +1,5% nel 2011.