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Italia: ripresa economica trainata dall’industria nel 2017, consumi visti ancora deboli

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La spinta alla crescita del Pil italiano nel terzo trimestre del 2016 è arrivata principalmente dal settore industriale. Secondo Hsbc sarà così anche per il quarto trimestre 2016 e il primo del 2017. La banca d’affari conferma le stime di crescita dell’anno appena iniziato allo 0,6 per cento.

Secondo Hsbc l’economia dell’Italia nel 2017 crescerà dello 0,6%. Rimangono dunque invariate le stime degli analisti della casa d’affari secondo i quali “non vi sono ragioni per modificare le previsioni di crescita dell’Italia nel breve termine”.

L’istituto con sede a Londra si mostra “confident” sull’Italia anche perché nella seconda parte del 2016 ha positivamente sorpreso gli operatori di mercato, mettendo in luce una crescita del Prodotto interno lordo superiore alle attese a agli altri Paesi europei.

Con una crescita dello 0,3% trimestre su trimestre, il Belpaese ha infatti superato sia la Francia (0,2%) che la Germania (0,2%) per la prima volta dal secondo trimestre del 2005. “A contribuire a questi dati positivi è stata la forte performance della produzione industriale, che ha contribuito con 0.2 punti base alla crescita del trimestre. La produzione industriale occupa circa il 20% dell’economia italiana, e nel terzo trimestre è aumentata del 1,1% t/t, soprattutto grazie a forti risultati registrati a luglio e agosto”, chiariscono gli esperti.

Dall’altro lato della medaglia rimangono ancora alcune criticità legate al clima di fiducia dei consumatori. “Il consumo interno rimane debole, crescendo del solo 0,1% nel terzo trimestre, il ritmo più lento registrato dal terzo quarto del 2014”, viene spiegato nel report.

Ciò suggerisce cautela nelle stime del quarto trimestre 2016, che secondo l’opinione degli analisti di Hsbc sarà caratterizzato da una dinamica di crescita debole. Questo anche perché “l’inflazione è ancora solo marginalmente positiva (+ 0,1% a novembre) e risulta essere indietro rispetto al resto dell’Eurozona a causa dell’aumento degli stipendi derivanti dalle riforme del mercato del lavoro”.