Italia ripiomba in recessione: Piazza Affari crolla

Inviato da Daniela La Cava il Mer, 06/08/2014 - 13:31
Quotazione: PIRELLI & C
Quotazione: PIRELLI & C RNC
Quotazione: TOD'S
Quotazione: FCA CHRYSLER

La recessione fa paura a Piazza Affari che crolla. Dopo un avvio in calo la Borsa di Milano ha ampliato le perdite e dopo le 13 il Ftse Mib cede circa il 2,7%, scivolando a 19.508,08 punti (minimo intraday toccato a 19.376,93 punti, minimi dal 6 febbraio 2014).

A innescare la spirale ribassista è stato il dato sul Pil italiano del secondo trimestre che ha sancito l'entrata in recessione tecnica del Paese. Nel trimestre tra aprile e giugno è stato registrato un calo dello 0,2% dopo il -0,1% evidenziato nel primo trimestre. Si tratta della prima lettura. Su base annua la flessione è stata dello 0,3% rispetto al -0,4% del primo trimestre (dato rivisto da -0,5%). Dati che hanno deluso le attese del mercato che indicavano una crescita marginale dello 0,1 per cento sia a livello trimestrale sia a livello annuo.

 

Immediate le vendite sul settore bancario, con molti i titoli che sono stati sospesi nel corso della seduta. La peggiore del comparto è Mps (-6,2%), forti ribassi anche su Ubi Banca che perde oltre il 4 per cento. Crollo verticale anche per il titolo Fiat che paga ancora l'ipotesi di recessi elevati da parte degli azionisti contrari alla fusione con Chrysler, approvata a maggioranza dall'assemblea della scorsa settimana. L'azione del Lingotto è congelata al ribasso e in questo momento segna un tonfo teorico di circa 8,5 punti percentuali a 6,26 euro.

Sul listino milanese in rosso profondo anche Atlantia (-4,9%) e Autogrill che perde circa il 4%. Due le frecce verdi: Tod's e Pirelli.

 

"Sono dati peggiori alle stime già abbastanza deludenti che circolavano nei giorni scorsi. Il Paese torna così in recessione dopo esserne uscito a fine 2013. Ora gli investitori, che sin dalla fine del 2013 erano tornati positivi sul nostro Paese, iniziano a nutrire seri dubbi sulle possibilità di ripresa dell'economia", commenta Vincenzo Longo di IG ricordando che "Il deterioramento del sentiment sul mercato azionario è iniziato già a giugno, quando sono apparsi i primi segnali di debolezza dell'economia".

 

E il ritorno dell'Italia in recessione impatta negativamente anche sul mercato obbligazionario con lo spread Btp-Bund che risale. Il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi ha oltrepassato la soglia dei 167 punti base.

 

Piazza Affari è la peggiore d'Europa, con ribassi nell'ordine del 3%, ma anche gli altri listini continentali sono in rosso. A Parigi il Cac40 cede l'1,19%, mentre il Dax di Francoforte lascia sul terreno l'1,45%. Giù anche la Borsa di Londra con il Ftse 100 che registra un ribasso dell'1,22 per cento. Mentre sullo sfondo rimangono sempre le tensioni in Ucraina, in mattinata è arrivata anche la doccia fredda dall'industria tedesca: gli ordini di fabbrica in Germania hanno registrato a giugno un calo su base mensile del 3,2%, mentre il mercato indicava un dato in crescita dello 0,9%.

 

Non mancheranno di certo i temi di discussione per il consiglio direttivo della Banca centrale europea che si riunirà domani a Francoforte. "Interessanti saranno i commenti ai dati odierni che potrebbero arrivare dalla conferenza stampa di Draghi di domani - osserva Longo - Il mercato punta a velocizzare i tempi per l'attivazione del quantitative easing. Così come concepito dalla Bce, il timing però dipenderà dall'esito delle aste TLtro. Insomma gli investitori sembrano temere che il piano di azione studiato a Francoforte possa richiedere troppo tempo e non riuscirà a tamponare un'altra frenata dell'economia della zona euro".

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