Italia: Rehn fiducioso, nuovo governo rispetterà tetto 3%. Come affronterà Renzi il rigore europeo?

Inviato da Daniela La Cava il Mar, 18/02/2014 - 10:26
L'Italia rimane una delle "sorvegliate speciali" a Bruxelles all'indomani dell'incarico conferito a Matteo Renzi di formare il nuovo esecutivo. Il commissario agli Affari Economici e vicepresidente della Commissione Europea, Olli Rehn, si è detto fiducioso che l'Italia rispetterà del tetto del 3 per cento. Il messaggio inviato da Bruxelles è stato chiaro: il nuovo esecutivo guidato da Renzi, che oggi inizia le consultazioni, deve proseguire sulla strada delle riforme e non perdere di vista il risanamento dei conti pubblici e la riduzione del debito. 
Interessante sarà vedere come il premier incaricato affronterà il rigore europeo alla luce delle sue dichiarazioni di  inizio anno. Il segretario del Partito Democratico ha definito sforamento del tetto del deficit "un vincolo anacronistico che risale a 20 anni fa". "Se all'Europa proponi un deciso cambio delle regole del gioco - ha dichiarato Renzi in un'intervista al Fatto Quotidiano - a partire dalle riforme Costituzionali, con un risparmio sui costi della politica da un miliardo di euro che non è solo simbolico, un Jobs Act capace di creare interesse negli investitori internazionali, fai vedere che riparti da scuola, cultura e sociale, allora in Europa ti applaudono anche se sfori il 3 per cento". 

Spending Review , Saccomanni a Rehn: risparmi per 2 punti Pil entro il 2016
Faccia a faccia ieri tra il ministro uscente dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, e il commissario agli Affari Economici e vicepresidente della Commissione Europea, Olli Rehn, sulla spending review. Durante l'incontro, avvenuto a Bruxelles al termine dei lavori dell'Eurogruppo, Saccomanni ha illustrato a Rehn "lo stato di attuazione delle misure annunciate a Bruxelles lo scorso 22 novembre 2013 e approvate dall'Eurogruppo come insieme di provvedimenti paralleli alla legge di stabilità utili a garantire il rispetto dei criteri del deficit e del debito (privatizzazioni, rientro dei  capitali, rivalutazione delle quote della Banca d'Italia, revisione della spesa)" si legge in una nota congiunta.  

Mentre le prime tre misure sono già state oggetto di norme attuative assunte dal Governo Letta, il programma per la revisione della spesa procede secondo la tabella di marcia illustrata dal commissario governativo fin dal suo insediamento e sarà quindi presentata al nuovo governo appena questo sarà insediato. I dati preliminari del programma, prosegue la nota, sono stati illustrati dal ministro Saccomanni al vicepresidente Rehn, e prevedono risparmi strutturali nell'ordine di 2 punti percentuali di Prodotto interno lordo (Pil) entro il 2016.

La commissione ha inoltre chiarito che non esiste alcuna scadenza specifica per l'Italia e che in vista delle previsioni economiche d'inverno i servizi della commissione hanno una scadenza tecnica a metà febbraio. Peraltro sono infondate le ricostruzioni giornalistiche secondo le quali vi fosse un accordo tra l'Itala e la Commissione per la trasmissione di informazioni sul programma di revisione della spesa entro tale scadenza. 
Rehn ha infine ribadito il sostegno della Commissione per gli sforzi del governo italiano per pagare i debiti commerciali della pubblica amministrazione, iniziativa importante per fornire liquidità alle piccole e medie imprese e per facilitare loro gli investimenti e le assunzioni.
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