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L’Italia regge il fronte greco. Bot people alla riscossa. E’ il richiamo del rendimento

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L’Italia regge l’onda d’urto della Grecia. Mentre impazza ancora sui mercati il dilemma ristrutturazione sì, ristrutturazione no sotto l’Acropoli, i Bot people tornano alla riscossa. Lo fanno con un’asta che si è giocata sul velluto: quella di questa mattina, in cui il Tesoro ha collocato titoli per sei miliardi con un interesse del 2,106%, in rialzo di 126 punti base rispetto all’asta precedente. In barba al balzo dei rendimenti che si sono portati ai massimi da dicembre 2008, è stato il fattore richiesta a stupire. La domanda per i titoli di Stato che indossano la casacca tricolore è stata pari a 1,70 volte, importo offerto di poco inferiore all’1,73 registrato ad aprile. Le richieste degli investitori hanno raggiunto i 10,179 miliardi di euro a fronte dei sei miliardi offerti dal Tesoro.


I titoli offerti, che hanno scadenza 15 maggio 2012, sono stati collocati al prezzo medio ponderato di 97,909. In base ai calcoli di Assiom Forex il rendimento dei Bot annuali assegnati oggi, al netto della ritenuta fiscale pari al 12,50% che porta il prezzo netto d’aggiudicazione a 98,170, è pari all’1,839% per i risparmiatori. Il rendimento netto è sceso ulteriormente all’1,532% in caso di applicazione della commissione massima dello 0,30% da parte delle banche. Sul mercato obbligazionario italiano, i Btp si muovono in rialzo con il differenziale con il decennale tedesco rientrato sotto i 160 punti base. “Non ci sono state sorprese, l’asta è andata come ci si aspettava, forse anche meglio” commentano i dealer. Per gli strategist di Unicredit il rialzo dei rendimenti di 12 punti è motivato dall’aumento dei tassi del mercato monetario, non da una pressione sulla carta italiana.

Se scorriamo con l’indice fino all’ultima asta, emerge che l’Euribor è salito di 6 punti base, al 2,15%. Per quanto riguarda gli ordini dell’asta, gli operatori segnalano un ritorno di fiamma nei confronti dei Bot da parte dei risparmiatori medio-piccoli. La ragione è scritta in quel rendimento fisso poco sopra il 2% che rende i titoli di Stato un investimento interessante per chi non vuole correre rischi, vista la volatilità del Bund, che ha movimenti molto bruschi. Sono le disavventure all’ombra del Partenone a far alzare l’asticella della volatilità sulla Germania, che oggi ha testato l’umore del mercato. Berlino  ha collocato senza problemi 5,85 miliardi di euro di nuovi titoli biennali, con rendimento al 1,75%, in crescita di 8 punti base rispetto al precedente benchmark.


L’incertezza che aleggia attorno al pacchetto di aiuti alla Grecia alimenta il nervosismo degli investitori. Per scongiurare un default, il governo Papandreou ha bisogno di negoziare al più presto un nuovo piano di aiuti insieme a misure per evitare la temuta ristrutturazione del debito come una dilazione delle scadenze e riduzione dei tassi di interesse. Atene potrebbe ricevere altri 20-30 miliardi di euro in cambio di altri sacrifici fiscali e di una accelerazione del programma di privatizzazioni. Nel clima di confusione sulle prossime mosse Ue-Fmi, l’unica certezza è che l’Europa serra i ranghi contro la minaccia di un avvitamento della crisi del debito e attacchi della speculazione: Bce, Ue ma anche Francia e Germania hanno escluso in modo categorico una rinegoziazione del debito greco e assicurato pieno sostegno ad Atene. Oggi a fare il punto su tutti i dossier d’attualità è toccato al presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso a Berlino per incontrare la cancelliera tedesca Angela Merkel.


Nella riunione di lavoro verranno affrontati gli sviluppi della crisi del debito sovrano in alcuni paesi dell’Eurozona, a partire da Grecia e Portogallo. La cancelliera tedesca riceverà anche il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, ma nella giornata di giovedì. Al centro delle discussioni – spiegano a Bruxelles – anche le vicende legate all’emergenza immigrazione. Chi si aspettava sviluppi dietro l’angolo resta deluso. “Nella riunione dell’Ecofin di lunedì prossimo non sarà presa nessuna decisione sulla Grecia”, ha annunciato il vice-ministro delle finanze tedesco, Joerg Asmussen, durante una conferenza stampa a Berlino in mattinata. Nessuna decisione può essere presa, ha precisato Asmussen, fino a quando il Fondo monetario internazionale, l’Unione europea e la Banca centrale europeanon concludono la loro missione in Grecia. Da ieri la Troika è in Grecia per verificare lo stato di attuazione del piano di austerità alla luce delle nuove indicazioni emerse dal recente vertice in Lussemburgo.


Secondo quanto anticipato dai giornali greci, la nuova missione della troika passerà al setaccio la riduzione delle spese sanitarie e quella delle società pubbliche, la situazione nel settore di lavoro e chiederà l’accelerazione del piano delle privatizzazioni da cui il governo conta di incassare 50 miliardi che saranno destinati alla riduzione del debito e all’apertura delle professioni chiuse, una riforma rimasta finora sulla carta. Per Atene potrebbe essere l’occasione per chiedere un ulteriore “sconto” ossia una riduzione dei tassi di interesse da pagare sul piano di salvataggio da 110 miliardi di euro.

 

Micaela Osella