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Italia, nuovo record debito: sfonda 2.281 miliardi. Spread su, occhio al grafico sui BTP

Minori disponibilità liquide del Tesoro. Mentre la tensione sui mercati alimentata dall’avversione al rischio premia i titoli di stato tedeschi e gli altri asset considerati più sicuri.

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Ennesimo record a giugno per il debito pubblico dell’Italia. E’ quanto emerge dal rapporto di Bankitalia “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”. Di fatto, nel mese, il debito delle amministrazioni pubbliche si è attestato a 2.281,4 miliardi, salendo di 2,2 miliardi rispetto al mese precedente.

Focus sul trend dello spread, che si allarga, scontando le tensioni sui mercati. Il differenziale tra i rendimenti dei BTP e dei Bund a 10 anni sale di oltre 1 punto percentuale, superando la soglia di 160 punti base. Sotto pressione i BTP, con i tassi che avanzano dello 0,20% rimanendo oltre la soglia del 2%, mentre gli acquisti sui Bund tedeschi – scatenati dall’avversione al rischio presente sui mercati finanziari – si traducono in un calo dei rendimenti superiore al 2%, allo 0,42%.

Tornando al debito pubblico dell’Italia, Bankitalia spiega che l’aumento riflette il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (8,4 miliardi), in parte compensato dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (per 6,3 miliardi, a 52,6 miliardi, rispetto ai 92,5 miliardi della fine di giugno 2016).

Inoltre l’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione del tasso di cambio ha incrementato il debito di 0,1 miliardi.

Sul fronte delle entrate, quelle di giugno sono state pari a 31,6 miliardi (inferiori di 13,5 miliardi a quelle rilevate nello stesso mese del 2016).

Particolare ttenzione al trend su base semestrale; nei primi sei mesi del 2017 le entrate sono scese del 5,8% rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente, attestandosi a 186,0 miliardi: un peggioramento che, stando a quanto sottolinea Bankitalia, è stato provocato soprattutto dallo slittamento delle scadenze per il versamento di alcune imposte.

A giugno 2017 le attività finanziarie nette sullestero sono aumentate inoltre di 14,2 miliardi, le passività di 8,7 miliardi.

Immediata la reazione dell’associazione dei consumatori Codacons:

“Qualsiasi politica di controllo del debito attuata nel corso degli ultimi anni dai vari governi italiani è fallita miseramente. Lo certificano i dati della Banca d’Italia, che ha registrato il nuovo record di 2.281,4 miliardi toccato a giugno dalle amministrazioni pubbliche. A lungo andare un debito di queste dimensioni è chiaramente insostenibile: eppure, nonostante questa evidenza, qualsiasi tentativo di ridurlo si è rivelato inefficace. In poco più di 5 anni il nostro debito pubblico è cresciuto del 15 per cento: una prova evidente del clamoroso flop delle politiche economiche messe in campo finora. Proprio per questo motivo gli incoraggianti dati relativi al PIL dei giorni scorsi devono essere accolti con equilibrio e prudenza: festeggiare un aumento del PIL in presenza di questo trend legato al debito pubblico rappresenta infatti un esercizio surreale quanto inutile”.

E così afferma Carlo Rienzi, presidente del Codacons:

“Continua a crescere senza sosta il nostro debito pubblico, toccando (una volta di più) cifre monstre. Il debito pubblico italiano grava oggi per 37.646 euro sulle spalle di ogni cittadino, neonati compresi. A questo punto aspettiamo con ansia qualche soluzione credibile per invertire la tendenza”.

Intanto, dai grafici di Bankitalia emerge anche che a luglio “i rendimenti a scadenza lordi del BTP guida a 10 e 30 anni aumentati di 18 e 15 punti base, rispettivamente al 2,23% e 3,38%, mentre i rendimenti del CTZ e del CCT sono rimasti pressocché invariati (-0,06% e 0,84%, rispettivamente).