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Italia: recessione prosegue, migliorano conti pubblici (Bankitalia)

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In Italia prosegue la recessione, ma migliorano i saldi di finanza pubblica. E’ quanto emerge dal rapporto sulla stabilità finanziaria diffuso oggi dalla Banca d’Italia. “In Italia i rischi per la stabilità finanziaria sono connessi con la contrazione dell’attività economica. Segnali positivi derivano dai progressi conseguiti nel campo della finanza pubblica – che rendono possibile l’abrogazione della procedura per i disavanzi eccessivi da parte delle istituzioni europee – e dal miglioramento del saldo corrente della bilancia dei pagamenti, tornato positivo per la tenuta delle esportazioni, oltre che per il calo delle importazioni” recita la sintesi del rapporto. Intanto le famiglie riducono le attività finanziarie e l’indebitamento. “Il calo del reddito disponibile sta inducendo le famiglie a ridurre le attività finanziarie, comprese quelle sull’estero, e a contenere l’indebitamento – si legge nel documento – Ad alleviare le difficoltà finanziarie dei nuclei familiari indebitati contribuisce la diminuzione dell’onere per il servizio del debito, dovuta alla moratoria sui mutui, al calo dei tassi di interesse a breve termine (cui sono indicizzati oltre i due terzi dei mutui immobiliari) e alla diffusione di forme contrattuali flessibili, che consentono ai mutuatari di modificare l’importo della rata senza costi addizionali”. Anche la condizione delle imprese risente della fase ciclica negativa. Pesa l’accumulo di crediti commerciali nei confronti delle amministrazioni pubbliche, oltre che la difficoltà di reperire finanziamenti. Benefici potranno derivare da una rapida attuazione del recente provvedimento sul pagamento di una prima parte dei debiti commerciali del settore pubblico.
Il rapporto di Bankitalia si è soffermato anche sulla liquidità del mercato dei titoli di Stato sostenendo che “il collocamento dei titoli pubblici continua a svolgersi con regolarità, in linea con il programma di emissione del Tesoro. È ripresa l’offerta periodica di titoli con durata superiore a dieci anni. I rendimenti all’emissione sono tornati a scendere in aprile. I dati più recenti segnalano consistenti afflussi di capitale in Italia, suggerendo che gli acquisti di titoli pubblici da parte di investitori esteri starebbero proseguendo”.