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Italia: qual è lo scenario del dopo elezioni ? E quali conseguenze si prospettano per l’Eurozona?

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Perchè il risultato del voto italiano è così sconvolgente ? Prima di tutto perché non era il risultato atteso. Una vittoria relativa del centro sinistra (Partito Democratico capeggiato da Bersani) avrebbe fatto presumere che dopo un accordo con Mario Monti si sarebbe costituita una maggioranza sufficiente per governare e dare continuità all’opera di Monti. È lo scenario che avremmo voluto si prospettasse.

Ma questo non si è verificato a causa del ritorno di Berlusconi, dell’emergere di Beppe Grillo e del risultato inatteso e deludente ottenuto da Monti. Non potrà quindi esserci continuità.

Le posizioni dei tre protagonisti non sembrano compatibili, almeno sul piano economico. C’è chi è “pro- Euro” e chi “anti-Euro” (Grillo e parte dell’area berlusconiana). Sarà quindi difficile trovare un equilibrio politico. Gli accordi a livello locale che sono spesso richiamati non riguardano che problematiche locali. In un governo di coalizione, le questioni sono più ampie e le posizioni appaiono incompatibili. La sola coalizione possibile sarebbe quella che dichiaratamente non si dovrebbe occupare di questioni economiche. Nell’Italia di oggi sarebbe impossibile.

Un governo deve avere la maggioranza alla Camera e al Senato, perché ciascuna delle camere ha lo stesso peso nel processo legislativo (in Francia non è così, perchè è la Camera ad essere determinante). Ma oggi non è così e una possibile soluzione potrebbe essere l’adozione di un governo di transizione per la gestione delle attività correnti per poi procedere a nuove elezioni.

Tale soluzione è compatibile anche con un governo di coalizione che gestisca le attività correnti apportando comunque qualche modifica. Abbiamo difficoltà ad immaginare che su argomenti sostanziali e non economici, come la riforma della legge elettorale, spesso evocata per permettere che dopo le elezioni sia espressa un’effettiva maggioranza, ci possa essere un accordo tra due dei tre partiti attualmente in grado di mettere in piedi una coalizione. Poiché una coalizione duratura non è pensabile, lo scenario è dunque quello di un periodo di transizione, in attesa di nuove elezioni.

Qual è l’impatto sul contesto Europeo ?

L’idea sostanziale era che un governo costituitosi dopo le elezioni avrebbe potuto rapidamente richiedere aiuti alla BCE e attivare il programma OMT (acquisto del debito a breve). La previsione di una tale dinamica spiega una parte del ribasso dei tassi d’interesse italiani nel corso delle ultime settimane e mesi.

In assenza di un governo legittimato questo programma non si potrà attivare, in quanto presuppone un impegno di lungo termine. La contropartita delle operazioni OMT è infatti l’impegno da parte del governo in merito a misure chiare sul budget, riforme strutturali e istituzioni. Se si andrà a nuove elezioni, un governo di transizione non potrà avere un tale potere. Questo implica che l’aiuto da parte della BCE all’Italia dovrà attendere almeno i risultati di nuove elezioni per poter essere attivato.

Un tale scenario alimenta l’incertezza, penalizzando ulteriormente l’attuale congiuntura. L’economia italiana si è contratta dello 0,9% nel corso dell’ultimo trimestre 2012 (-3,7% annualizzato) e del -2,2% sull’anno 2012. Se i tassi d’interesse governativi italiani rimangono al di sopra del 4,5%, non sarà possibile una ripresa forte e duratura. Nessuno sarà disposto ad investire a queste condizioni, e questo penalizzerà l’economia italiana traducendosi in un ulteriore peggioramento sul mercato del lavoro, che potrebbe alimentare il peso della protesta sociale in Italia, incidendo in modo sostanziale sul voto delle prossime elezioni.

Per gli altri paesi dell’area Euro, il persistere di una crescita debole in Italia costituisce un handicap. L’Italia è il terzo paese dell’are Euro per dimensioni: un’Italia in recessione è un handicap forte per l’intera dinamica europea. Per la Francia, ad esempio, gli scambi con l’Italia rappresentano l’8% delle esportazioni.

L’incertezza politica che potrebbe portare a nuove elezioni avrà ulteriori conseguenze. Se durante questo periodo la situazione italiana effettivamente peggiorerà, gli elettori che si orienteranno verso posizioni di contestazione verso l’Europa e l’euro saranno ancora più numerosi.

Più della metà dei voti hanno espresso questa posizione anche durante le elezioni del 24 e 25 febbraio. Questa situazione potrebbe accentuarsi e accentuare l’incertezza sulla dinamica dell’area euro, rendendo più rischiosi gli investimenti in questa regione e tenendone lontani in gli investitori in modo massiccio. Per questi motivi, il risultato elettorale italiano costituisce una cattiva notizia per l’area euro, in quanto prolunga un periodo di incertezza che non contribuirà certo a rafforzare il ciclo economico.

Quali rischi potrebbe implicare la situazione attuale?

Primo punto interessante: gli italiani si sono riappropriati del proprio potere decisionale a livello politico e quindi non potranno più puntare il dito contro l’Europa. Lo scenario che appare più probabile è quello di nuove elezioni, la cui data dovrà essere stabilita anche in base a quella delle elezioni presidenziali a suffragio indiretto di metà maggio. In questo periodo, a parte sperare in un contesto politico più positivo, le dinamiche dell’attività economica e dell’occupazione peseranno sullo stato d’animo della popolazione.

Se il contesto non sarà in via di miglioramento al momento delle elezioni, il rischio è quello di un massiccio voto di protesta anti Europa e anti euro. A quel punto, la situazione sarà molto preoccupante perché in tal caso potrebbero tornare i timori sulla stabilità dell’area euro e la volatilità potrebbe aumentare ulteriormente. Questo penalizzerebbe ulteriormente la dinamica dell’area euro, ritardando la ripresa del ciclo economico europeo.

Al di là delle dinamiche interne, l’altro grande rischio è che il mondo intero non si interessi più all’Europa e all’area euro. Se in Europa continuerà a prevalere la volontà di essere virtuosi a tutti i costi, il mondo andrà avanti senza di noi. Questo scenario si sta già profilando. Possiamo solo sperare che non peggiori.